Città del Vaticano. Papa Leone tira dritto. A meno di dieci giorni dalle sue dimissioni dal policlinico Agostino Gemelli, e dopo che già era arrivato il nulla osta ai viaggi aerei da parte del chirurgo che lo ha operato, il professore Stefano Margaritora, la sala stampa della Santa Sede conferma ufficialmente il previsto viaggio di papa Leone in Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre.
Il viaggio apostolico si svolgerà «secondo programma», si legge nel comunicato vaticano, «il dottor Luigi Carbone conferma che il recupero postoperatorio del Santo Padre continua a progredire e gli ultimi esami medici confermano la buona salute, non si ravvisano controindicazioni, visto il quadro clinico attuale, gli esami strumentali e di laboratorio eseguiti, che impediscano di intraprendere il prossimo viaggio apostolico». Niente modifiche quindi o variazioni di sorta che pure erano state ipotizzate trattandosi di un programma altamente impegnativo, con numerosi spostamenti sia in aereo, sia in elicottero per 6mila chilometri complessivi e toccando altezze vertiginose in particolare con la meta peruviana di Cuzco situata a 3 più di mila metri.
«Sono felice di poter tornare nel continente nel quale ho vissuto tanti momenti della mia vita», dice lo stesso Prevost, per molti anni missionario e quindi vescovo in Perù. «Possa questo viaggio essere un’occasione», aggiunge il pontefice, «per aprire i nostri cuori gli uni agli altri, rafforzare la nostra comunione come fratelli e sorelle e rinnovare il nostro impegno ad annunciare il Vangelo con gioia».
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