Porto Torres.

Mario Sedda poteva essere salvato 

L’imputato, 21enne si difende: «Ci fu una lite con Carboni, sono andato via» 

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Asfissia acuta determinata da infiltrazione di un importante quantità di sangue nelle vie respiratorie, derivante dalla frattura del setto nasale, una emorragia provocata non dall’accoltellamento sullo zigomo, quanto da una grossa pietra scagliata sul viso di Mario Sedda, il 39enne ucciso a Porto Torres nella notte tra il 29 e il 30 marzo 2021. Sarebbero queste le cause della morte del poeta turritano, il cui corpo fu rinvenuto nell’area verde all’ingresso della città il 1 aprile dello stesso anno. È quanto emerso dalla relazione tecnica del medico legale incaricato ad eseguire l’autopsia, Francesco Serra, illustrata nel corso dell’udienza fiume del 16 aprile, con lavori sia al mattino sia nel pomeriggio presso il Tribunale per i Minorenni di Sassari, davanti al collegio presieduto dal giudice Guido Vecchione.

L’udienza

Entra nel vivo il processo con rito abbreviato che ha come unico imputato Emanuele Sircana, 21anni di Porto Torres, accusato di omicidio volontario e vilipendio di cadavere, minorenne all’epoca dei fatti. Sul corpo di Sedda almeno 15 lesioni su volto, addome, mano e piede sinistro, di cui due causate dalla lama di un coltello di ceramica inflitte nello zigomo e ulteriori ferite provocate da due pietre, una di grandi dimensioni, lanciate con violenza sul viso della vittima, provocandogli una morte lenta, sopraggiunta dopo 30 minuti dall’aggressione. «Questo significa che poteva essere salvato se qualcuno avesse allertato subito i soccorsi», spiega Pietro Diaz, legale di Eleonora Sedda, sorella di Sedda, teste in aula insieme alla ragazza del testimone chiave che in sede di incidente probatorio ha raccontato di avere ricevuto da Sircana la confessione dell’omicidio.

L’imputato ha reso dichiarazioni spontanee riferendo di aver assistito alla lite tra Sedda e Salvatore Carboni, uno degli indagati coinvolti all’inizio dell’inchiesta, per cui il pm Angelo Beccu aveva chiesto (e ottenuto) l’archiviazione. Decisione contro la quale si era opposto l’avvocato Diaz. Sircana, assistito dal suo legale, Alessandra Delrio, ha dichiarato di essere intervenuto nella discussione tra i due, di aver sottratto il coltello a Carboni e di averlo gettato prima di allontanarsi con Sedda ancora vivo. A ricostruire il ruolo dell’imputato anche Alberto Pittalis, il luogotenente dei carabinieri incaricato delle indagini.

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