Una situazione insostenibile che, col passare dei mesi, si è trasformata da semplice disservizio in una vera e propria emergenza ambientale e sanitaria. Accade a Decimomannu, in via Eleonora d’Arborea: all’altezza del civico 3, la rottura o il malfunzionamento della rete fognaria costringe i residenti a una convivenza forzata con liquami e miasmi insalubri. Una bomba ecologica a cielo aperto che scorre lungo la cunetta stradale fino al civico 11/a, spingendo il vicinato a presentare un esposto alla Magistratura.
Tentativi falliti
Il problema persiste dalla scorsa estate. Nonostante le segnalazioni al numero verde di Abbanoa, gli spurghi temporanei non hanno risolto nulla: a distanza di pochi giorni, i tombini sono tornati a saltare. Il guasto, d’altronde, sarebbe strutturale. Un’ispezione con sonda sotterranea da parte di un tecnico di Abbanoa ha rivelato che il blocco è causato da un errato intervento edilizio sulle tubazioni, che impedisce il normale deflusso. Il punto esatto del “tappo” è stato persino segnato sul manto stradale, ma da allora nessun lavoro di ripristino definitivo è mai decollato.
Rischio vicino alle scuole
Con l’arrivo del caldo la pressione ha fatto saltare definitivamente un tombino, riversando sull’asfalto fiumi di acque nere. I residenti, tra cui molte famiglie con bambini, denunciano esalazioni tossiche e la proliferazione di topi e parassiti. A rendere lo scenario ancor più allarmante è la logistica: via Eleonora d’Arborea ospita le scuole elementari e medie del paese. Ogni giorno, decine di studenti e genitori sono costretti a fare lo slalom tra i liquami per andare a lezione.«Siamo stanchi di promesse e interventi tampone che non risolvono il problema. Qui c’è in gioco la salute dei nostri figli e il diritto elementare a vivere in un ambiente igienicamente sicuro», si sfoga la residente Maria Angela Casula.
La reazione del Comune
Esasperati dal muro di gomma, i cittadini hanno depositato un esposto per accertare le responsabilità penali. Le ipotesi vagliate dai magistrati potrebbero toccare l’articolo 674 del Codice Penale (getto pericoloso di cose) e il decreto legge del 2006 sui reati ambientali. L’obiettivo è ottenere un provvedimento d’urgenza che imponga un cantiere risolutivo e la bonifica dell’area.Sul caso è intervenuta anche la sindaca Monica Cadeddu: «La situazione di via Eleonora d’Arborea non può essere sottovalutata né trattata come un semplice disservizio. Quando un problema si protrae per mesi, coinvolge famiglie, bambini e un’area così sensibile come quella vicina alle scuole, diventa una questione che riguarda la salute pubblica e la sicurezza dei cittadini». La prima cittadina ha poi concluso: «Come amministrazione abbiamo sollecitato continueremo a sollecitare con forza gli enti competenti affinché si arrivi rapidamente alla soluzione definitiva del problema e alla bonifica dell’area interessata. Su temi come questo non servono scaricabarile, ma interventi concreti, tempestività e rispetto per i cittadini».
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