Il momento è delicatissimo per Todde e alleati. Ma ora che le Fiamme gialle, su delega della magistratura contabile, sono entrate negli uffici della Regione a prendere le carte sulla fusione degli aeroporti, il timore di una somma di errori serpeggia fuori dal Palazzo. Per questo Lucia Chessa, candidata governatrice nel 2024, una dei sette ricorrenti nell’azione legale promossa davanti al presidente della Repubblica, prende posizione. Lo fa da segretaria dei RossoMori.
Chessa torna indietro al 12 agosto, quando il Consiglio regionale, all’unanimità, ha approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta a cambiare strategia sugli aeroporti. Primo firmatario, il capogruppo dei Riformatori, Umberto Ticca. La segretaria dice: «Come mai nessuno della maggioranza, in primo luogo la presidente Todde, ha motivato con chiarezza lo stop ai 30 milioni di euro per acquisire l’irrilevante 9,25%?».
Per Chessa, con la privatizzazione degli scali che sta assumendo contorni sempre più scivolosi, «una spiegazione ai cittadini è doverosa». Ce n’è pure per il centrodestra, a cui viene riconosciuto sì il merito di «aver sconfessato l’operato della Giunta, messa palesemente in minoranza e resa inaffidabile agli occhi di tutti gli interlocutori, anche di quelli non coinvolti nell’operazione. Ma l’opposizione avrebbe dovuto chiedere a gran voce le dimissioni». Il timore di Chessa è che «gli schieramenti, con ruoli invertiti tra Cagliari e Roma, facciano il gioco delle parti, senza costruire una reale inversione di tendenza capace di mettere una pietra tombale sulla privatizzazione degli aeroporti». ( al. car. )
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