Cina.

Ergastolo all’uomo più ricco dell’Asia 

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Pechino. Fino a pochi anni fa era uno degli uomini più ricchi e influenti della Cina, con un impero immobiliare capace di macinare vendite per 100 miliardi di dollari l’anno. Per Forbes, nel 2017, la sua fortuna raggiunse i 45,3 miliardi di dollari, la più grande in Asia. Oggi Hui Ka Yan, 67 anni, ha davanti a sé il resto della vita in carcere. Il fondatore di Evergrande, una delle più grandi società immobiliari cinesi, poi simbolo del tracollo del settore, è stato condannato all’ergastolo da un tribunale di Shenzhen. Le sue società dovranno pagare oltre 2 miliardi di dollari di multe.

La sentenza mette il punto, almeno sul piano giudiziario, sulla parabola di un uomo passato dalle campagne dell’Henan ai vertici della ricchezza asiatica e poi precipitato insieme alla società che aveva costruito. Hui, noto anche come Xu Jiayin, si era dichiarato colpevole ad aprile di otto reati, tra cui appropriazione indebita, frode nella raccolta di fondi, raccolta illegale di depositi pubblici, concessione illegale di prestiti, emissione fraudolenta di titoli e corruzione. Il tribunale ha ordinato anche la confisca di tutti i suoi beni personali.

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