È il turno della Pratobello24. Il percorso della mozione Pratobello 2026 passa anche per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale, della proposta di legge di iniziativa popolare da quasi 211mila firme, che giace dal 2 ottobre di due anni fa in qualche cassetto. La convocazione dei comitati per le audizioni previste è slittata di nuovo: non più mercoledì prossimo ma il 4 marzo, alle 10.30. I proponenti e i comitati saranno ascoltati dalle commissioni Quarta (Urbanistica) e Quinta (Industria e Attività produttive), presiedute dal pentastellato Roberto Li Gioi e dal dem Antonio Solinas, in seduta congiunta. Nelle sedute successive saranno audite anche le parti sociali e gli esperti, tra cui urbanisti e costituzionalisti.
Il percorso
Basterà questo per approvare la Pratobello24? Secondo il padre della proposta di legge di iniziativa popolare, il sindaco di Orgosolo Pasquale Mereu, «bisogna anche costringere la Regione a far impugnare, davanti alla Corte Costituzionale, la legge nazionale 4 sulle aree idonee che vincola 370mila ettari di Sardegna su iniziativa dello Stato». Insomma, secondo Mereu, «bisogna aprire una volta per tutte il conflitto di attribuzione delle competenze sul governo del territorio davanti ai giudici della Consulta». La Pratobello24, sotto questo aspetto, «è un punto di partenza importante, ma la maggioranza al governo della Regione, con l’ennesimo rinvio, sembra quasi voler temporeggiare in attesa di tempi più sereni». Davide Fadda, portavoce del Presidio permanente del Popolo sardo, non vede tempi sereni all’orizzonte: «All’interno della maggioranza, per tante ragioni, non regna la coesione. Il Pd scaricherà anche le colpe dell’assalto eolico sulla governatrice Todde. Noi», chiude Fadda, «non ci presteremo a questo gioco. Ci presenteremo in audizione con le nostre idee, non per partecipare a un’assemblea farsa davanti alle commissioni riunite in seduta congiunta».
La presidenza
La conferma della nuova data di convocazione delle audizioni sulla Pratobello24 arriva dal presidente del Consiglio regionale Piero Comandini. Secondo l’ex segretario del Pd sardo, l’eventuale approdo della proposta di legge in Consiglio regionale e la sua approvazione dipendono da tanti fattori. L’iter previsto è quello classico delle proposte e dei disegni di legge: «A cominciare dalle audizioni e da come le commissioni istruiranno la legge. Sentiranno i proponenti, una delegazione di attivisti e comitati, esperti di urbanistica, costituzionalisti alla luce delle ultime sentenze e la voteranno articolo per articolo. In seguito, le commissioni si esprimeranno sul punto se approvarla o respingerla. È indubbio che, da quando la Pratobello24 è stata presentata in Consiglio, sia cambiato il quadro normativo nazionale e, in aggiunta, occorre tenere conto anche delle sentenze della Corte Costituzionale».
In commissione
Insomma, è difficile prevedere ora, secondo la prima carica consiliare, quel che sarà della Pratobello24. Anche se il presidente della Quarta commissione, Antonio Solinas, esclude l’approvazione integrale della proposta di legge di iniziativa popolare: «Presenta delle parti che sarebbero cassate di sicuro, anche alla luce della sentenza della legge 20 sulle aree idonee approvata dal Consiglio regionale e tenendo presente che la Pratobello24 è ancora più restrittiva. Verificheremo, anche alla luce del nuovo disegno della Giunta regionale», chiosa Solinas, «gli aspetti integrativi che potrebbero risultare utili».
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