Rose rosse, una Jana e la Caragol. La moda di Antonio Marras sfila in un giardino fiorito: protagoniste la fata della tradizione sarda e la chiocciola, in catalano Caragol, che dà il nome alla borsa che alla Milano Fashion Week si prende la scena.
Stile
L’Isola, una costante nelle creazioni dello stilista algherese, recita un ruolo con la Jana, che con dita sottili ricama rose purpuree e color cipria, e con la Caragol: oltre a ispirare il nuovo accessorio del brand, la lumaca offre agli ospiti la sua casa, intima e simbolica, e quando riprende il cammino porta con sé l’incanto, lasciando una traccia invisibile di bellezza che profuma di pioggia e di macchia. Ma la Sardegna è presente anche nelle tinte naturali e nei tessuti, nelle linee e nei tagli artigianali della collezione autunno-inverno di Marras, presentata ieri nello spazio Nonostante Marras. Donne e uomini percorrono la passerella dorata allestita all’ombra del roseto, con tanto di nicchie di rami e arbusti in cui siedono le fatine di Marras, «laboriose e generose», sottolinea lui nel backstage prima dello show, dando vita a un défilé che propone look dai contrasti armoniosi, in perfetto stile Marras, in cui non mancano pezzi destinati a diventare cult.
Intanto c’è la rosa rossa, che compare dalle prime uscite su abiti e giacche sartoriali, su tuniche impalpabili in seta verde salvia e casacche di pizzo decorate con stampe nere e filamenti grigi e oro. E ci sono i merletti, tanti, nei colori rosso carminio e bordeaux, usati come rampicanti di rose su fondo ecrù, e trasparenze, intarsi, velluti, damaschi e broccati, che si alternano su parka e kimono. Ci sono stampe animalier e quadri, colli di pelliccia e cravatte, per lei e per lui, scarpe stringate, tailleur, camicie bianche e pelle, per bomber ispirazione aviator. Ma non solo: per l’occasione, Marras riporta in auge il tema del riciclo ecosostenibile con giacche, prodotte in serie limitata, realizzate con pezzi di blazer ritrovati in archivio, tagliati e riassemblati, in cui incastona – va da sé – rose ricamate, magari dalle abili manine delle Janas, notoriamente dotate di poteri magici come magica è la moda di Marras.
Dialogo
D’altro canto, la collezione fall-winter 2026/27 nasce dal dialogo necessario tra ciò che siamo e il gesto contemporaneo di abitare la propria anima, a volte con la calma serafica, o, meglio, con la lentezza di una lumaca. È un guardaroba che si libera della polvere del tempo per riscoprirsi nell’eleganza pura di un ricordo che diventa l’architettura del nostro presente. In questa narrazione, l’archetipo si trasforma in creazione, e la sua icona è la Caragol: interamente Made in Italy, l’ultima nata nel campo degli accessori incarna la filosofia della maison algherese. Non è, insomma, un semplice oggetto, ma un prolungamento della propria dimora da portarsi dietro, in giro per il mondo. Con l’invito a rallentare, a passo di lumaca (o di Caragol) per trasformare ogni tragitto in un giardino di rose.
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