Torino. «Una cosa sola vi debbo dire, vi ringrazio per quello che fate e vi voglio un gran bene». La voce di Carlo Petrini, morto giovedì sera a 76 anni nella sua Bra, nel Cuneese, è risuonata per qualche secondo durante il saluto pubblico all'Agenzia di Pollenzo, frazione del paese. Qui ha sede anche l'Università di Scienza gastronomiche che il fondatore di Slow Food ha tanto voluto. Le migliaia di persone raccolte sotto i tigli del parco del complesso carloalbertino gli hanno dedicato lunghi applausi. Tra loro don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, l'attore e intellettuale Moni Ovadia, l'autore televisivo Antonio Ricci, lo scrittore Jacopo Fo, l'attrice Lella Costa, il ministro dell'Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, I ricordi sono stati condivisi. «Ho conosciuto Carlin 55 anni fa, credevano fortemente alla rivoluzione, alla possibilità di trasformare il mondo. Eravamo “compagni”, animati da sentimenti di uguaglianza. Noi sognavamo la rivoluzione, lui l'ha fatta, con Slow Food. Ci ha fatto capire che l'atto di nutrirsi è rivoluzionario», il racconto di Moni Ovadia ai presenti. Tra chi ha voluto rendere l'ultimo abbraccio a Petrini anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, politici come Piero Fassino e Sergio Chiamparino. Ieri era anche giornata di Mercati della Terra in tutta Italia, che hanno ricordato Petrini con iniziative o hanno chiuso per salutarlo a Bra di persona. La camera ardente, sabato e ieri nella Sala Rossa dell'Ateneo, chiusa alle 19, è stata la sua ultima tappa pubblica, poi Petrini verrà cremato e sarà tumulato nel cimitero locale in forma strettamente privata.
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