Un’intera isola da scoprire per chi sceglie di percorrere il Cammino minerario di Santa Barbara (Cmsb). Una novità importante è stata svelata durante la due giorni degli Stati generali del Cammino: ai 500 chilometri che si snodando tra il Sulcis Iglesiente e il Guspinese si aggiungeranno nuove tappe che vanno dalle coste della Nurra ai boschi delle Barbagie di Seulo e Belvì, passando per il Sarrabus Gerrei. Una rete complessiva di 1.100 chilometri dedicata al turismo lento e alla scoperta delle radici delle comunità isolane, alla memoria e alle tradizioni.
Le novità
I nuovi itinerari coinvolgeranno decine di Comuni pronti a comparire nelle mappe dei pellegrini tra boschi, patrimonio minerario e archeologico, spiagge e paesaggi mozzafiato. C’è grande ottimismo nell’affrontare questa nuova avventura visto che il lavoro svolto sino a oggi nelle diverse comunità che fanno parte del Cammino, ha fatto comprendere quanto possa essere preziosa la sinergia tra ambiente, radici, storia e tradizioni. Ecco dunque le nuove strade da percorrere.
Il Cammino del Nord Ovest, nella Nurra, si sviluppa in un percorso ad anello di 250 chilometri ed è articolato in dodici tappe che si svolgeranno tra Alghero, Argentiera, Porto Torres e Sassari, attraversando siti minerari storici, tratti costieri e aree naturalistiche di grande pregio. Per chi sceglierà di affrontare il Cammino del Sud Est, nel Sarrabus Gerrei, ci saranno altrettanti 250 chilometri suddivisi in dodici tappe tra Sinnai, San Vito, Villasalto, Ballao e i territori minerari dell’entroterra sudorientale, lungo un percorso che intreccia miniere, archeologia, spiritualità e paesaggio. Chi invece vorrà scoprire il cuore e le radici della Sardegna interna, potrà scegliere il Cammino del Centro Sud, nelle Barbagie di Seulo e Belvì: in questo caso saranno 120 chilometri divisi in otto tappe collegati anche al Trenino Verde, tra foreste, montagne e luoghi simbolo della tradizione mineraria come Funtana Raminosa.
La presentazione
C’è stato grande entusiasmo alla presentazione di questa nuova fase del Cammino che certo sarebbe piaciuta al suo fondatore, Giampiero Pinna, che lo aveva immaginato come strumento di rinascita culturale, sociale ed economica dei territori minerari della Sardegna, creando connessioni tra comunità, ambiente e patrimonio storico. Un obiettivo raggiunto, come ha detto Raffaele Fitto, Commissario europeo per la Politica regionale, in apertura degli Stati generali: «Il Cammino minerario di Santa Barbara – ha sottolineato – è un esempio concreto di politica di coesione capace di trasformare un patrimonio storico, culturale e ambientale in una leva di sviluppo territoriale, inclusione e valorizzazione delle comunità». Il presidente della Fondazione Cmsb Mauro Usai ha evidenziato che «con i nuovi itinerari il patrimonio minerario della Sardegna diventa una grande infrastruttura culturale e ambientale capace di unire paesaggi, comunità e identità in un unico racconto diffuso. Questi Stati Generali – ha concluso – hanno confermato che il Cammino minerario di Santa Barbara non è soltanto un itinerario, ma una comunità in cammino che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. Abbiamo costruito una rete di relazioni, competenze e visioni che mette al centro le persone, i territori e la qualità dell’esperienza. La sfida ora è continuare a crescere mantenendo autenticità, sostenibilità e capacità di accoglienza, perché il vero valore del Cammino risiede nelle comunità che lo rendono vivo ogni giorno».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
