Il sisma

Il Venezuela trema, migliaia di morti 

La Farnesina: un italiano tra le vittime. La Ue stanzia 200 milioni di aiuti 

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Caracas. Il Venezuela è un Paese in ginocchio, ferito al cuore da un terremoto violentissimo che ha colpito la capitale Caracas, ma soprattutto la zona costiera dello Stato de La Guaira, dove potrebbe aver provocato un’ecatombe con migliaia di morti. Secondo le ultime stime oltre 40mila persone risultano ancora disperse. I centri abitati, all’alba, poche ore dopo il disastro, sembrano zone di guerra dopo un bombardamento.

Emergenza

Decine e decine di edifici sono crollati, ridotti in polvere, altri sono sventrati e ripiegati su se stessi. Si stanno spegnendo gli incendi provocati dalle fughe di gas, ma la gente è ancora per strada, a piangere, senza più niente, sotto shock, in cerca dei propri cari, in mezzo a montagne di calcinacci. «Tutto ci stava cadendo addosso. I televisori erano a terra. Sembrava un film horror. È durato tantissimo, circa due minuti», ha raccontato alla stampa locale una residente di una delle zone a ovest di Caracas, tra le più colpite. «Il boato è stato terrificante», ha aggiunto una sua vicina. Ora l’obiettivo primario è far arrivare prima possibile i soccorsi e gli aiuti, ma non è un compito facile: molti ponti sono lesionati, l’aeroporto gravemente danneggiato è ancora chiuso e le comunicazioni sono al collasso. Si scava senza sosta. La presidente ad interim Delcy Rodriguez, emozionata, ha dichiarato in diretta tv lo stato di emergenza, ha annunciato la chiusura di scuole e tribunali, invitando alla calma e facendo appello all’unità nazionale. Cooptati anche tutti i medici e gli infermieri del Paese.

Solidarietà

In poche ore è scattata la solidarietà internazionale: sono arrivati quintali di aiuti dai Paesi vicini e squadre di soccorso da mezzo mondo, dagli Usa all’Unione europea, che ha fatto scattare il meccanismo di Protezione civile, mentre l’Fmi ha stanziato 200 milioni per la ricostruzione. Invio di uomini anche dalla Turchia al Messico, Paesi che hanno avuto catastrofi simili: una corsa contro il tempo pur di salvare le persone ancora sotto le macerie.

Gli italiani

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha assicurato al governo di Caracas ogni tipo di sostegno. Si sta preparando l’invio di uomini dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile a bordo di aerei dell’Aeronautica militare. Intanto la Farnesina monitora le condizioni della grande comunità italo venezuelana e dei connazionali presenti nel Paese e ieri sera ha avuto conferma del decesso di un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970, con parenti in Italia, coinvolto nel crollo di un edificio a La Guaira. A meno di 24 ore dal sisma, il bilancio era di 188 morti e circa mille feriti. Numeri tragicamente provvisori: la paura è che le due scosse, la prima di magnitudo 7,1, la seconda 7,5, a pochissimi secondi di distanza, abbiano causato una vera strage. La cifra che crea angoscia è quella dei dispersi che cresce di continuo, prima 10mila, ora quasi 40mila persone. Il Servizio geologico Usa ha previsto fino a 100mila vittime. A rendere questo sisma così letale due episodi potentissimi, ma anche che si è generato a una profondità bassa: la prima scossa a 20 chilometri sotto la crosta terrestre, la seconda, la più potente, a 10 chilometri.

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