“Seminari sull’Arte della Manutenzione”.

Il futuro ha memoria E ora la Colonia Dux è pronta a rinascere 

L’antica sede de L’Unione Sarda lunedì alle 19 apre le sue porte  

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Secondo Maria Antonietta Mongiu, la manutenzione è un’arte, e, prima ancora che con le cose, ha a che fare con la memoria. Quella capace di nominare gli eventi e collocarli nel tempo giusto, di conservare senza mummificare, ma neppure stravolgere. Lo spirito dei “Seminari sull’Arte della Manutenzione”, organizzati dall’archeologa insieme con Diana Zuncheddu, giornalista e manager dell’ospitalità, che si inaugurano a Cagliari lunedì alle 19, nella Sala Video Online de L’Unione Sarda, in viale Regina Elena, consiste proprio nel ripercorrere i passi della storia per tenere il filo del presente.

Il progetto

L’iniziativa, che si protrae a luglio e, dopo l’interruzione di agosto, riprenderà a settembre, intende esplorare, a partire dal progetto della Colonia Dux, ideato da Ubaldo Badas nei primi decenni del ‘900, le questioni poste dallo scenografico edificio, che sorge sulla spiaggia del Poetto come un idrovolante arenato, in procinto di decollare di nuovo. La prossima estate, l’immobile, considerato uno dei maggiori esempi di architettura moderna in Sardegna, dopo decenni di incuria riaprirà nella forma di un albergo di lusso con 60 camere per 120 persone, restituendo alla città il profilo originario del disegno di Badas. L’operazione di recupero e riqualificazione già iniziata dalla società Colonia Hotel, che 5 anni fa si è aggiudicata la concessione della struttura per vent'anni, ha sollecitato una riflessione condivisa con la comunità sui temi della memoria storica e della conservazione del patrimonio architettonico.

Nel cuore della città

I “Seminari”, spiega Mongiu, responsabile scientifica del progetto, perseguono lo scopo sia di comprendere gli interventi in corso, sia di approfondire la conoscenza dell’opera di Ubaldo Badas. Non a caso i seminari sono ospitati nella sede storica del quotidiano di Cagliari (dal 2011 trasferito in piazza L’Unione Sarda), accanto alla Scuola Mereu e vicino ai Giardini Pubblici. L’asilo all’aperto e l’ingresso ai Giardini, nonché la sistemazione del Terrapieno, sono tra le opere giovanili di Badas, ancora oggi tra le più apprezzate.

«Un bene di tutti»

La Colonia, i cui primi disegni risalgono al 1937 (L’Unione Sarda pubblica la foto del plastico l’anno dopo), «è un bene demaniale e tale resta», precisa Zuncheddu, presidente del CdA di Colonia Hotel, insomma un bene di tutti «per cui la sua manutenzione dev’essere condivisa e trasparente». A questo scopo sarà presto agibile il sito “Colonia Dux Library“, una biblioteca digitale che intende raccogliere la documentazione relativa al progettista di Cagliari, morto nel 1985 a 80 anni. È considerato uno dei principali protagonisti dell’architettura del Novecento in Sardegna, nonostante non si fosse mai laureato. La biblioteca, liberamente consultabile e in fieri, raccoglie documenti preziosi messi a disposizione dagli archivi di Stato, Comune, Soprintendenza e dalla Fototeca Alinari.

Gli studiosi

A inaugurare i “Seminari”, lunedì, ci saranno i geologi Giovanni Barrocu, Fausto Pani e Gian Luigi Pillola. Racconteranno come è fatta la terra, la sabbia, il litorale del Poetto e l’area naturale dove è sorta la Colonia marina. Gli incontri successivi saranno dedicati ai progetti sul demanio della spiaggia cittadina e uno, in particolare, sarà rivolto a esplorare le caratteristiche del calcestruzzo. Badas lo usò per la prima volta nella Colonia Dux, per via delle sue potenzialità espressive, con modalità differenti da quelle in uso nel panorama italiano negli anni precedenti la seconda guerra mondiale. La storia della Colonia inizia negli anni ‘30 del ‘900, quando la sezione locale del Partito fascista decise di sostituire i padiglioni in legno allora presenti sul Poetto, utilizzati per la cura delle malattie polmonari, con una struttura stabile adibita a colonia marina. A causa della guerra, non fu mai ultimata, e nel 1947, acquisita dal Consorzio Antitubercolare, ospitò l’Ospedale Marino che rimase in attività fino al 1982. È da allora che l’idrovolante aspetta di decollare di nuovo.

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