San Gavino.

Il bidello migliore amico dei ragazzi 

In pensione dopo quarant’anni, commossi gli studenti del liceo di via Paganini 

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Per quarant’anni è stato un punto di riferimento per tantissime generazioni di studenti, ma anche per molti docenti. Ora per il collaboratore scolastico (così si chiamano ora i bidelli) Efisio Concas, 67 anni, di Gonnosfanadiga, è arrivato il momento della pensione, ma per salutare questa persona speciale ad attenderlo nella sua postazione, nell’ultimo giorno di lavoro nella sede di via Paganini del liceo delle Scienze umane e linguistico “Marconi-Lussu”, c’erano centinaia di studenti. Lo hanno applaudito al grido di “Efisio, Efisio!”, non sono mancati gli abbracci. E neppure le lacrime.

Occhi lucidi

Nella sede storica del liceo di via Paganini ha trascorso gli ultimi 17 anni di una carriera vissuta con gli studenti, sempre pronto ad ascoltare e a confortare: «Mi ritengo fortunato, per quarant’anni ho sempre trovato ragazzi educati e collaborativi. Dal 1986 per tre anni ho lavorato a Iglesias, poi a Sanluri e a Villacidro, per quattro anni dal 1994 sono stato a San Sperate, dove ho conosciuto anche Piero Marras e Pinuccio Sciola, poi nel 2007 alle medie di San Gavino, nel 2008 Sardara e infine dal 2009 al liceo Lussu. Oggi i ragazzi, rispetto a quelli di una volta», analizza Concas, «hanno ancora più bisogno di essere ascoltati, perché ci sono molte più separazioni dei genitori e sono sempre più soli. Per me gli studenti sono sempre stati come dei figli e non sono mancate le situazioni tristi, come quando ho dovuti comunicare a una studentessa la morte della madre».

La comunità

«La scuola non è solo studio, ho sempre portato allegria tra i ragazzi partecipando alle feste di carnevale e alle altre iniziative come la recente inaugurazione del murale dedicato a Guglielmo Marconi e ad Emilio Lussu». Negli ultimi anni i cambiamenti sono stati tantissimi: «I ragazzi oggi sono più fragili e parlano molto meno, forse per colpa del continuo uso dei social, e anche prima di entrare in classe o nei momenti di pausa ogni studente si chiude con il suo telefono. È fondamentale parlare con i genitori e con gli insegnanti e molti si sono confidati con me». Concas sa già che la scuola gli mancherà, «ma sono felice di aver conosciuto tante generazioni di studenti e di insegnanti e mi sono commosso per il saluto».

La vita fuori

Ne tesse le lodi la docente Silvia Mamusa: «Una persona seria, corretta, sempre allegra». Tante le dediche nei messaggi degli studenti: «Sei riuscito a entrare nel cuori di tutti, anche di chi ti conosce da solo un anno». Lo ricorda anche un’ex iscritta, ora universitaria: «Ti sarò grata per sempre, per avermi spronata in ogni momento e per non aver mai smesso di credere in me».

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