Fischi e applausi. In Cagliari-Inter, tanti dei primi quanti dei secondi, distribuiti equamente.
Cominciamo dai complimenti alla passione e alla fede rossoblù dell’intera famiglia pisana formata da Silvio, Susanna e Mattia. Una settimana per godersi tre partite casalinghe consecutive dei rossoblù. Tre come le partite in cui Lautaro Martinez non è riuscito a punire il Cagliari con un gol. Non saranno stati i fischi di paura a renderlo meno preciso del solito. Tra i più bersagliati dai tifosi sardi (ma perché?) è il cagliaritano Barella. Lui come al solito non si scompone e gioca la sua gara.
Bello e utile il sold out della Domus. Una parte del dignitoso incasso servirà per ricomprare quella decina di palloni spediti in curva dai tiri imprecisi dei giocatori e poi “stuggiati” dai tifosi.
Un in bocca al lupo lo merita Gabriele Zappa, assente per la prima volta dopo tanto tempo dalla Domus, e di conseguenza anche lo striscione che lo definiva “patrimonio dell’Unesco”: c’è chi sostiene sia stato appeso nel balcone di Giulietta!
In conferenza il portoghese Zé Pedro. Agitazione in sala stampa, urge qualcuno che traduca le risposte del laterale difensivo. E invece alla prima domanda la sorpresa: italiano non ancora perfetto, ma quasi al livello di mister Chivu, da più di venti anni in Italia. Applausi!
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