E dire che lo sapeva: «Non è la prima volta che l'Inter nella ripresa ha un impatto devastante sul match». Fabio Pisacane non arriva da esordiente a San Siro, ma con 32 partite da allenatore di Serie A, e non può essere contento del solo primo tempo fatto dal suo Cagliari, perché i primi 10’ della ripresa hanno rovinato tutto: «Dispiace perché avevamo messo abnegazione, sacrificio, ma alcune ripartenze potevamo gestirle meglio. Quando prendi due gol tutto diventa più difficile soprattutto se li prendi nei primi dieci minuti e nel giro di quattro minuti. Abbiamo affrontato la più forte del campionato, lo dicono i numeri. A posteriori si poteva fare qualcosa in più. Non incolpo nessuno ma ci rimbocchiamo le maniche e ripartiamo».
Scelte contestate
Qualcuno ha visto delle scelte sbagliate, la croce tanti tifosi la gettano addosso a Borrelli: «Le scelte sono normali. Anche con la Cremonese abbiamo iniziato con due punte. Gennaro lo abbiamo spesso rimpianto in questi mesi perché ci abbiamo puntato accanto a Belotti. Adesso che l’abbiamo recuperato ha bisogno di fare minutaggio. Volevo due mezze ali di gamba, che corressero tanto, per un certo tipo di piano gara. Questo non è successo soprattutto in una fase della gara, ma ne discuteremo». Perché non è entrato Kiliskoy? «Io lo vivo nel quotidiano e in questo momento non offre garanzie dal punto di vista fisico: faccio scelte con scienza e coscienza», dice secco. «Non gli rende giustizia essere messo negli ultimi cinque minuti, perché uno lavora per dare il suo contributo in tutta la partita. Mi auguro che mi dia risposte diverse in allenamento e se succederà avrà altre possibilità».
I rimpianti
Nel primo tempo in transizione il Cagliari si era reso pericoloso ma non ha finalizzato: «È un po' un cruccio in tutta la stagione: nei gli ultimi venti metri arriviamo spesso poi quel punto nel calcio la differenza la fanno la qualità, la scelta, l’ultimo passaggio. Quando a Milano hai ripartenze e non le sfrutti diventa tutto più difficile». In più sono arrivati gli errori difensivi: «Nel primo gol potevamo fare una lettura diversa ma anche sul secondo e sul terzo: quando prendi gol ci sono sempre degli errori, sennò le partite finirebbero 0-0». E adesso? «Ci sono cinque partite, nessuna è scontata e può succedere di tutto. Abbiamo dimostrato che partite che dovevamo portare dalla nostra parte sino sono diventata fatali e fatto bene in sfide considerate proibitive. Dobbiamo rimanere compatti e uniti perché manca poco e dobbiamo fare di tutto per portare a casa l'obiettivo».
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