Barbara Manca torna sulla fusione degli aeroporti, con una nota diffusa ieri dopo la risposta a un’interrogazione politica data dall’assessora ai Trasporti nei giorni scorsi. Ma sulla consegna degli scali sardi ai privati di F2i Ligantia riprendono posizione pure i consiglieri di FdI, Paolo Truzzu e Alessandro Sorgia, che all’esponente della Giunta avevano posto i quesiti e adesso le fanno notare «la diversità delle due versioni». Ragion per cui «attendiamo quella definitiva».
Il casus belli
Ieri Manca ha scritto che «l’indirizzo della Regione sull’integrazione dei tre scali non è cambiato». Ma poi in un altro passaggio, in cui si parla di nuova «istruttoria» con «un incarico» esterno «affidato» per «valutare le alternative alla precedente configurazione dell’operazione», l’assessora precisa che «non si tratta della mera riproposizione originaria ma di un diverso disegno istituzionale», come aveva risposto a Truzzu e Sorgia. I quali bollano «la contraddizione» come «nubi a bassa quota» e invitano Manca e il Campo largo «a spiegare ai sardi, una volta per tutte, le intenzioni dei nostri aeroporti».
Il quadro
La fusione vale due operazioni in una. Perché nella holding unica a guida F2i non devono confluire solo Olbia e Alghero, già controllati dal fondo di investimento: contestualmente è prevista la privatizzazione del Mameli di Cagliari, soluzione che piace alla Regione, tanto da voler spendere 30 milioni di euro. «Gli studi che la Giunta elenca a sostegno della fusione, dal piano industriale alle perizie ai pareri di congruità, richiederanno probabilmente anni, non mesi – fanno notare ancora Truzzu e Sorgia –. Ma lo scalo del capoluogo, visto il superamento dei cinque milioni di passeggeri, va ricapitalizzato. Chi si occuperà di mettere nuove risorse nella cassa del gestore Sogaer?». Ovvero, la spa controllata al 94,45% dalla Camera di commercio di Cagliari e Oristano.
I nodi
Per i due consiglieri di FdI sono tutte partite aperte che la Giunta non sta mettendo sul tavolo del confronto. «Anche perché – sottolineano i due consiglieri – non si può escludere che l’ente camerale vada avanti senza la Regione, come nella prima versione dell’operazione del 2023». A Truzzu e Sorgia non torna nemmeno il passaggio in cui Manca scrive che «“il percorso di integrazione dovrà tenere conto dei rilievi della magistratura contabile”: eppure non è prevista alcuna gara a evidenza pubblica, a differenza di quanto richiesto dalla stessa Corte». E poi ancora la holding: «Nella risposta all’interrogazione l’assessora ha scritto che “è solo eventuale”. Ma nella nota di ieri, in merito al conferimento della partecipazione di Sogaer nella futura società di F2i viene detto che “non costituisce un divieto generale di integrazione degli aeroporti”».
Le relazioni
Prima che la Corte dei Conti aprisse un fascicolo sull’operazione sarda, era stato l’advisor di Milano, lo studio Lca, pagato 170mila euro, a sconsigliare la privatizzazione nei termini definiti da Giunta, F2i ed ente camerale. Gli esperti avevano evidenziato l’assenza di «interesse pubblico» nella fusione. Ma a ben vedere la pietra tombale non c’è.
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