Il caso

«Famiglia del bosco, via la madre» 

Tensioni con gli assistenti sociali, a rischio gli incontri con i tre figli 

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L’Aquila. Il suo atteggiamento nella casa famiglia viene percepito come un ostacolo e quindi rischia di essere allontanata. «Rigida e non collaborativa»: così viene descritta Catherine Birmingham, la mamma dei tre “bambini del bosco” che dal 20 novembre sono in una struttura protetta, dopo che i giudici hanno sospeso la responsabilità genitoriale della donna e del marito Nathan, decidendo di conseguenza di allontanare i tre figli, due gemelli di sei anni e una di otto, dal rudere tra gli alberi di Palmoli. Se non sarà superata la diffidenza che la donna avrebbe mostrato verso gli assistenti sociali - confermata dai giudici dell’Aquila - la donna potrebbe presto perdere la possibilità di restare nella struttura, dove le è concesso di incontrare i figli tre volte al giorno.

Roccella: «Aiutiamoli»

E se venerdì la premier Giorgia Meloni ha ventilato l’ipotesi di intervenire sulle norme sull’allontanamento dei minori dalle famiglie, ieri è intervenuta la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella: «Se togli i bambini ad una famiglia, una famiglia che li ama, ci devono essere veramente motivi di sicurezza per la vita, di abusi, motivi estremi. Altrimenti quello che bisogna fare è aiutare la famiglia. Se c’è un problema di socializzazione o di scolarizzazione insufficiente, sostieni la famiglia».

«Stati d’ansia»

Polemiche politiche a parte, la vicenda della famiglia del bosco rischia di complicarsi ancora. Nei giorni scorsi Catherine Birmingham aveva lamentato lo stato d’ansia dei figli nella casa-famiglia: una condizione che - avrebbe detto - ha portato i piccoli ad atti di autolesionismo, come mordersi nervosamente le dita. Parole che non sono piaciute alla tutrice, l’avvocata Maria Luisa Palladino, che ha spiegato in diretta tv: «Non c’è alcun documento che attesti questo. Se lo hanno lo tirino fuori». Del contrasto tra mamma e tutrice era già trapelato qualcosa nelle settimane passate. Durante i primi giorni nella casa famiglia, Catherine avrebbe cercato di imporre alcune sue idee all’interno della struttura, come scrivono anche i giudici nella sentenza con cui è stato respinto il ricorso dei legali. Le altre questioni sul tavolo sono quelle legate all’istruzione dei bambini e alla ristrutturazione del casolare. Fronti sui quali, al momento, sembra non essere ancora arrivata una decisione ufficiale, come ha spiegato il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli: «Ad oggi nessuna richiesta è stata fatta al Comune», sia per l’iscrizione dei bambini a scuola, sia per la richiesta dei documenti per avviare i lavori alla casa nel bosco. Con ogni probabilità, però, già la prossima settimana qualche nodo potrà essere sciolto, in particolare quello più urgente legato alla frequenza scolastica dei tre minori o, in alternativa, nella scelta di un’insegnante che possa raggiungere la struttura protetta.

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