Inter e Parma avevano trovato l’accordo su tutto, persino sugli eventuali bonus, al punto che i responsabili della comunicazione gialloblù si stavano già attivando per celebrare nel migliore dei modi il suo arrivo in Emilia. I due club avevano perfezionato ogni dettaglio dell’operazione. Ma avevano fatto i conti senza l’oste trascurando - evidentemente - la volontà di Sebastiano Esposito, per il quale la priorità era una e imprescindibile, il Cagliari. E così è stato, qualche giorno dopo il talento di Castellammare di Stabia si è trasferito nell’Isola che considerava (e considera tutt’ora) il posto giusto per dare una svolta alla sua carriera dopo aver rotto il ghiaccio tra i professionisti in nerazzurro e le esperienze con le maglie di Spal, Venezia, Basilea, Anderlecht, Bari, Sampdoria ed Empoli. Magari i primi mesi in rossoblù non sono stati proprio come se l’immaginava, o magari aveva proprio bisogno di questo per diventare un attaccante a 360 gradi. Intanto, sta crescendo insieme alla squadra. È sempre più un punto di riferimento nel gioco di Pisacane. E domani sera si presenterà finalmente al Tardini, sì, ma da avversario. E chissà quale accoglienza gli riserveranno i tifosi, che già avevano subito lo stesso smacco l’estate precedente con Gianluca Gaetano.
«S pensieratezza»
Tre reti e quattro assist in ventitré partite lo score sin qui di Esposito che non tiene conto, chiaramente, del lavoro sporco che in ogni gara svolge per la squadra. Ed è proprio questo lato meno evidente, lo step fatto dal campano da quando è al Cagliari, al di là delle giocate illuminanti che hanno sempre impreziosito il suo repertorio. Ancora deve trovare continuità, questo è l’obiettivo, dunque, e a parte qualche passaggio a vuoto (contro il Lecce non ne ha azzeccata una) si sta rivelando sempre più prezioso per gli equilibri della squadra, non solo in fase offensiva. Il genio ha un prezzo, chiaramente, ma Esposito sta facendo in modo che gravi il meno possibile sui compagni. «Ha questo spirito di spensieratezza che a volte lo porta a esagerare, è vero. Ma è lo stesso spirito che gli ha permesso di giocare in squadre importanti così giovane e di fare quello che ha fatto», ha detto l’allenatore Fabio Pisacane alla vigilia del match con la Lazio. Puntualizzando: «Io sono contento del suo spirito di spensieratezza e spero che non si faccia condizionare dai giudizi esterni».
Il Parma nel mirino
Così è stato contro i biancocelesti, match nel quale è emerso, tuttavia, lo spirito di sacrificio del fuoriclasse, e di adattamento, quindi, al tipo di gara. Così Esposito ha spazzato via sul nascere i malumori emersi nei suoi confronti con il Lecce, per quanto quella sera non fosse certo l’unico problema del Cagliari. Testa all’obiettivo, personale e collettivo. Col Parma nel mirino, proprio quel Parma in cui sarebbe oggi se non avesse dato retta al cuore e all’istinto. Sinora, ha sfidato quattro volte i gialloblù emiliani, tra Inter, Sampdoria, Empoli e Cagliari all’andata, senza mai perdere. E oltre a proseguire nella tradizione, domani vorrebbe lasciare il segno dando così ulteriore valore alla scelta fatta sei mesi fa.
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