Si chiude con tre mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale, il mandato dell’amministrazione comunale di Palmas Arborea. La crisi iniziata circa un mese fa si è chiusa con le dimissioni di gran parte dei consiglieri. Non si sono appianate, dunque, le divergenze tra il primo cittadino Emanuele Cadoni e la maggioranza del gruppo che con lui aveva avviato il percorso amministrativo nell’ottobre del 2020. Una situazione che ha portato alle dimissioni di nove consiglieri su dodici. A questo punto la caduta del sindaco per mancanza di numeri è stata inevitabile e in Municipio arriverà il commissario straordinario fino alla prossima tornata elettorale, presumibilmente in primavera. Palmas Arborea, infatti, era già tra i comuni che dovranno recarsi alle urne per l’elezione del nuovo Consiglio comunale.
La sfiducia
La fase di crisi è iniziata il 28 gennaio scorso, quando nel corso della riunione di Giunta era venuta meno la fiducia tra sindaco e assessori. Nodo della discordia la proposta di delibera sugli indirizzi per la predisposizione del bando di concessione in gestione degli impianti sportivi comunali. Strappo che ha portato il primo cittadino, il lunedì successivo (il 2 febbraio), a presentare le dimissioni, ritirate poi venerdì 20 febbraio. Fatto, quest’ultimo, che ha convinto i consiglieri a decidere di abbandonare. «La revoca delle dimissioni del primo cittadino – affermano in una nota – ha lasciato i componenti di Giunta e Consiglio basiti, considerando il fatto che il sindaco non ha cercato di appianare le divergenze nate nell’ultimo periodo di consiliatura». Alla base della decisione la questione impianti sportivi. «Le problematiche irrisolte che ci hanno spinto a dimetterci – continuano – sono sorte a seguito delle discussioni nate dalla proposta di delibera del sindaco per l’affidamento dell’impianto sportivo ancora da ultimare che comprende due campi da padel, uno da tennis al coperto e uno all’aperto, e un ulteriore terzo campo da tennis ancora da realizzare, finanziato con fondi provenienti dall’Unione dei Fenici, senza che questo fosse concertato con il resto dell’amministrazione». Una barriera vera e propria. «Le distanze sono sembrate insormontabili – proseguono i dimissionari – vista anche la contrarietà del primo cittadino a una rimodulazione della proposta di delibera dove si chiedeva di predisporre un canone adeguato e rimuovere le premialità per le società di nuova formazione. Le nostre proposte erano semplici e vertevano sulla possibilità di aprire il bando a tutte le società, valutando l’eventualità di premiare quelle che avevano maturato una maggiore esperienza nella gestione di centri sportivi. Da parte nostra – concludono – c’è il dispiacere per il disagio che abbiamo creato alla comunità con le dimissioni».
La reazione di Cadoni alle dimissioni è sintetica. «Ne prendo atto – commenta l’ormai ex primo cittadino – non voglio entrare nel merito e ognuno andrà per la sua strada. Vorrà dire che per il futuro mi dedicherò alla famiglia e al mio lavoro».
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