La vertenza.

Bekaert, al vaglio tre piani industriali 

Il Ministero delinea la tabella di marcia. I sindacati: «L’obiettivo è il lavoro» 

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Spiragli di speranza in merito alla vertenza Bekaert. Si è tenuto, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il vertice di aggiornamento sul futuro dello stabilimento di Macchiareddu. Un incontro che, dopo mesi di tensione e mobilitazioni, segna finalmente un passo concreto verso il superamento dell’impasse, delineando una rotta precisa per la reindustrializzazione del sito sardo.

Il programma

Sul tavolo le sei manifestazioni di interesse giunte nelle scorse settimane sono state filtrate dall’advisor Sernet, che ha individuato tre progetti industriali prioritari, ritenuti i più solidi per garantire prospettive di lungo periodo. Un dato, in particolare, accende una luce di speranza per le centinaia di famiglie coinvolte: tutti e tre i piani industriali selezionati prevedono il riassorbimento dell’intera forza lavoro attualmente occupata.«Siamo di fronte a un’evoluzione necessaria», commentano le sigle sindacali Fsm-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, pur mantenendo alta la guardia. «Registriamo con favore l’avanzamento del processo, ma il nostro obiettivo resta la continuità occupazionale e produttiva. Non permetteremo che questo stabilimento scivoli verso l’inattività in attesa del subentro». È l’impegno della Regione, ha assicurato l’assessore all’Industria Emanuele Cani, «che sarà parte attiva nel favorire il processo di reindustrializzazione».

I passaggi tecnici

Il cronoprogramma è serrato. Due dei tre soggetti hanno già avviato la fase di due diligence e l’accesso alla data room, passaggi tecnici indispensabili per valutare la sostenibilità degli investimenti. La tabella di marcia concordata al Mimit prevede la presentazione delle offerte vincolanti entro i primi giorni di agosto, con l’obiettivo di individuare il progetto definitivo entro settembre. Il traguardo finale, ovvero il passaggio di consegne e il trasferimento del sito, è fissato entro la fine dell’anno.Il prossimo appuntamento istituzionale è già in agenda per il 10 settembre. I sindacati si presenteranno con una richiesta ferma: garanzie sulla continuità lavorativa. Il timore è che la fase di transizione possa trasformarsi in un limbo fatto solo di ammortizzatori sociali. La determinazione degli operai, scesi in piazza Sant’Andrea ad Assemini, è stata riconosciuta oggi come il motore propulsivo che ha costretto le parti a mantenere acceso il confronto.

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