Archeologia.

Antichi reperti tornano a casa 

Statuina preistorica e bronzetto nuragico intercettati alle aste di New York 

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Dalle aste internazionali di New York al museo archeologico nazionale di Nuoro: due reperti trafugati tornano a casa. Si tratta di una statuina femminile preistorica in pietra, alta circa 35 centimetri, e di un bronzetto nuragico frammentario di poco più di 8 centimetri, parte di un lotto di 129 manufatti restituiti alla Repubblica italiana dal District Attorney di New York. Sono stati recuperati grazie a un’operazione di cooperazione internazionale contro il traffico illecito di beni culturali, intrapresa a seguito di una segnalazione (nel 2012 qualcuno si accorse dei reperti proprio dalle vendite attraverso le case d’asta) che ha poi portato al risultato attuale.

Restituzione

La consegna ufficiale è avvenuta il 15 aprile a Nuoro per mano del luogotenente Mauro Lai, del nucleo dei carabinieri Tutela patrimonio culturale di Cagliari. Presenti la direttrice regionale Musei nazionali Sardegna, Melissa Ricetti, il direttore del museo archeologico di Nuoro, Antonio Cosseddu. La restituzione, avvenuta dopo l’esito delle indagini condotte tra il 2022 e il 2023, conferma il ruolo centrale della cooperazione per la tutela del patrimonio collettivo.

Il valore

La statuina femminile, appartenente alla tipologia “cruciforme a placca intera”, è tipica dell’ultima fase del Neolitico e, per dimensioni e stato di conservazione (seppur con interventi di ricomposizione), è da classificare come eccezionale. Il bronzetto nuragico è un arciere con l’arco appoggiato sulla spalla sinistra. La mano destra, oggi mancante, doveva presentarsi come sollevata in gesto di saluto. Quest’ultimo reperto è databile tra la fine dell’età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro. L’assegnazione dei due manufatti al museo di Nuoro è stata decisa da un tavolo ministeriale, che ha valutato la coerenza con le collezioni e la possibilità di restituire un contesto territoriale ai beni. «Questa consegna rappresenta un momento di grande rilevanza per il museo», dice Cosseddu. «La statuina preistorica, per dimensioni e stato di conservazione, si colloca tra le più importanti del patrimonio archeologico sardo; il bronzetto di arciere, con le lunghe trecce che cadono sul petto protetto da una placca, richiama esemplari simili non solo della produzione bronzistica, ma anche della statuaria di Mont’e Prama. Da archeologo e da sardo, non posso nascondere una certa tristezza per l’assenza di informazioni sul contesto di rinvenimento. Ci tengo, inoltre, a ringraziare anche Maria Paola Bulla della Direzione musei regionale per il lavoro svolto».

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