I due appuntamenti equestri del Guilcier, andati in scena nello scorso fine settimana, non hanno tradito le attese. A Paulilatino, la 25esima edizione del “Palio de sos chinaos” ha regalato una corsa intensa e ricca di emozioni, celebrando un’altra giornata destinata a restare nella memoria di tutti. Il rione Santu Trebistianu ha conquistato il successo grazie a Disizhosa montata da Francesco Pira, davanti a Pangulieri–Benalonga con Uan King e Giovanni Sotgia, mentre la terza piazza è andata a Santu Diadoru con Flora de Nule montata da Federico Sanna.
Un ordine d’arrivo che racconta una corsa serrata, combattuta, perfettamente in linea con lo spirito di una manifestazione che è molto più di un evento equestre. La vittoria consegna al rione il prezioso drappo, simbolo identitario che ogni anno rappresenta un’opera d’arte e un racconto visivo della comunità. Il Palio, infatti, non è solo competizione: è rito collettivo, preparativi, convivialità, appartenenza. Nei giorni precedenti e la sera della corsa, i chinaos si sono trasformati in luoghi di festa, accoglienza e partecipazione, confermando la capacità dell’evento di attrarre pubblico e di raccontare un patrimonio autentico fatto di cavalli, cavalieri e tradizioni. Soddisfatto il presidente del Circolo Ippico Paulese, Claudio Bruno, che guarda avanti con fiducia: «Stiamo cercando di trasformare il Palio in un volano non solo sportivo e culturale, ma anche economico e turistico. Il Palio è destinato a crescere ancora, rafforzandone il ruolo di una tradizione unica».
Ad Abbasanta, invece, “Sas Pariglias de Santu Austinu” ha offerto spettacolo e partecipazione, ribadendo il forte legame tra il paese e la tradizione delle pariglie. La manifestazione, però, si è conclusa anticipatamente. Intorno alle 19, due cavalieri di Fonni sono caduti durante una discesa: entrambi soccorsi e trasportati in ospedale senza gravi conseguenze, ma l’intervento ha impegnato tutte le ambulanze presenti. Con i mezzi di soccorso impegnati nei trasferimenti e nessuna altra ambulanza disponibile, gli organizzatori hanno tentato invano di reperire ulteriori mezzi. La mancanza di copertura sanitaria ha reso impossibile proseguire in sicurezza. A quel punto, senza le condizioni minime di tutela per cavalieri e pubblico, è stata presa la decisione più difficile: interrompere le evoluzioni.
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