Il caso.

Abbanoa, inchiesta della Procura sui bilanci 

Verifiche anche sull’affidamento da 243 milioni a un istituto finanziario 

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Indagine della Procura sui conti, sugli investimenti e sulla liquidità di Abbanoa. L’ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori della Guardia di Finanza è quella delle “false comunicazioni sociali”, ma negli accertamenti sarebbe finito, già da qualche tempo, anche l’affidamento di 243 milioni di euro all’istituto finanziario Credem che, nei giorni scorsi, ha fatto scattare la polemica del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Paolo Truzzu, che ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti e un altro all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione.

Le segnalazioni

L’indagine è stata aperta già nel 2025, affidata al pubblico ministero Paolo De Angelis, per verificare alcune segnalazioni arrivate ai magistrati sullo stato dei conti del gestore idrico, soprattutto alla luce dell’ipotesi di restituzione alla Regione di 231,3 milioni di euro a chiusura della procedura di recupero dell’aiuto di Stato del 2013. L’iter si è chiuso il 30 luglio scorso, con i vertici di Abbanoa che, in questo modo, hanno deciso di mantenere interamente pubblico il servizio idrico. In linea teorica non ci dovrebbero essere problemi di cassa, perché la società (interamente controllata dalla Regione e dai comuni sardi) riceve ogni anno dagli utenti circa 300 milioni di bollette, ma da più parti erano suonate sirene d’allarme su cui, alla fine, la Procura aveva deciso di approfondire. Nei mesi scorsi, poi, è arrivata la questione dell’affidamento a Credem di 243 milioni, attraverso la sottoscrizione di fondi di investimento e gestioni patrimoniali.

Le polemiche

L’ex sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, – dopo un accesso agli atti – ha parlato in questi giorni apertamente di violazione dei principi generali del codice degli appalti perché l’affidamento sarebbe avvenuto «senza alcuna valutazione comparativa» e senza le necessarie delibere del Cda. La comparazione con i prodotti finanziari analoghi, proposti da Banco di Sardegna e Bnl, secondo l’esponente di FdI sarebbe stata fatta mesi dopo. Ora anche su questo affidamento indaga la Finanza.

La replica

Abbanoa – subito dopo la conferenza stampa di Truzzu – aveva respinto le accuse: la liquidità restituita alla Regione il 31 luglio, perché considerata aiuti di Stato dalla Commissione europea, sarebbe stata gestita in via temporanea nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie, mentre le attività bancarie – secondo il gestore – non rientrerebbero nel codice dei contratti pubblici e, dunque, non richiederebbero una gara. Tutto corretto, dunque. Ieri sera, infine, sull’inchiesta della Procura la società ha preferito non commentare.

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