Contro il caos ci vuole equilibrio
Un libro contro gli estremismi e le polarizzazioni contemporaneePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Viviamo in un’epoca di estremismi e polarizzazioni. L’avversario è sempre un nemico, chi la pensa in maniera diversa è un pericolo, chi discute le nostre posizioni è automaticamente un fascista oppure un comunista a seconda di come si guardano le cose. Pensiamo solo alla politica nostrana. La nostra classe politica, oramai da anni, spicca per la propria propensione alla rissa. I membri di un po’ tutti gli schieramenti, infatti, fanno a gara a chi usa i toni maggiormente aggressivi nei confronti degli avversari. In questo clima politico è diventato allora naturale definire ogni tentativo di mediazione un inciucio o, peggio, un esempio di tradimento perché si cerca l’intesa con il “nemico”. Difficile in questo panorama politico pensare di attuare le tante riforme di cui lo Stato italiano avrebbe bisogno. Ogni decisione presa da un governo, infatti, viene poi smontata pezzo per pezzo da quello successivo come avviene oramai da anni. Ovvio che poi il sistema Italia sia di fatto bloccato dal sovrapporsi di leggi e contro-leggi mentre invece le riforme hanno sempre bisogno di chiarezza, tempo per realizzarsi, condivisione d’intenti.
Se ci pensiamo i grandi risultati ottenuti dall’Italia dopo la Seconda guerra mondiale sono stati anche il frutto della disponibilità di tutte le forze parlamentari del tempo, con in testa Democrazia Cristiana e Partito Comunista, a collaborare. Senza capacità di trattare, mediare, decidere assieme neppure la nostra Costituzione sarebbe mai nata e neppure la nostra repubblica. Quelle forze politiche, pur così diverse, non giocavano al massacro se a pagare il conto era l’Italia e i suoi cittadini. Puntavano sul pragmatismo e sul buon senso.
Il discorso sull’impossibilità del dialogo tra gli opposti estremismi nostrani si può facilmente allargare ai fenomeni globali. Visioni contrapposte e fenomeni radicali creano un senso di incertezza che sta rapidamente compromettendo la capacità degli Stati e delle classi dirigenti di governare il cambiamento. È questo il fulcro del bel saggio di Gianluca Ansalone Estremi (Guerini e Associati, 2026, pp. 176) in cui vengono analizzate in maniera approfondita e con estrema chiarezza le dinamiche di un mondo in bilico tra caos e polarizzazione.
Ansalone - manager di imprese multinazionali e docente di Geopolitica e Strategia presso il Campus Biomedico e la Scuola Ufficiali Carabinieri - parte da un assunto: forze sociali, politiche e culturali radicali hanno spesso nella storia rappresentato un cambiamento positivo, fino a quando però la radicalità non si è trasformata in polarizzazione, in negazione delle ragioni dell’altro, in uno strumento di lotta, in caos, in violenza. Ora che gli estremi sono la cifra preponderante delle relazioni tra Stati, partiti e individui, occorre una nuova ricetta di governo. Servono risposte pragmatiche di fronte al ritorno della guerra, al potere dei para-Stati tecnologici, al clima che cambia, alle migrazioni di massa, alla polarizzazione politica, alla divisione del mondo in sfere d’influenza. Cambiamenti epocali, resi più distruttivi dall’ideologia. Il saggio di Ansalone mette in guardia dai rischi dell’esasperazione nelle relazioni internazionali e in quelle tra partiti, sistemi, modelli politici e perfino tra individui, con una visione realista e non nostalgica, alla ricerca di soluzioni efficaci per i prossimi decenni. Per scongiurare la catastrofe…perché siamo ancora in tempo per farlo!
