In questi ultimi anni, secondo la maggior parte degli esperti, il nostro Pianeta sta affrontando un repentino cambiamento climatico. Il riscaldamento globale dovuto all’inquinamento e alle alte concentrazioni di gas serra nell’atmosfera costringono sempre più persone a fronteggiare estati torride, eventi atmosferici estremi e periodi di siccità prolungati. Non è la prima volta che gli esseri umani, nella loro lunga storia, devono fare i conti con i cambiamenti del clima.

Quello che preoccupa oggi è la rapidità con cui stanno avvenendo mutamenti che nelle occasioni precedenti si sono prolungati per centinaia o anche migliaia di anni. Per esempio, l’ultima glaciazione, che ricoprì di ghiacci buona parte dell’emisfero boreale, durò da circa 100.000 anni fa fino a 12-10 mila anni fa. Costrinse i nostri antenati a un progressivo adattamento a un clima sempre più rigido. Adattarsi a cambiamenti repentini non è semplice. Un’atmosfera più calda ha più energia e quindi tende a rendere più intensi i fenomeni atmosferici estremi come cicloni, tornado e nubifragi, che a loro volta avrebbero come conseguenze alluvioni, frane, inondazioni e maggiore dissesto idrogeologico. Un altro fenomeno dipendente dal riscaldamento globale è la desertificazione, che coinvolge un quarto delle terre emerse. Particolarmente colpite sono le zone semiaride come la fascia del Sahel posta a sud del Deserto del Sahara. Zone ad alto rischio sono presenti anche in Asia, in America Latina, negli Stati Uniti, lungo le coste del Mediterraneo (anche in Italia meridionale) e in Russia. L’aumento delle temperature comporta, inoltre, un progressivo scioglimento dei ghiacci polari (Groenlandia, Artide, Antartide) e dei ghiacciai, determinando così l’innalzamento del livello di oceani e mari e il conseguente rischio di sommergere le zone costiere e molte piccole isole.

La copertina del libro

Sono tutti segnali di cambiamento che stiamo vedendo sotto i nostri occhi, accompagnati da ondate di calore, fenomeni atmosferici estremi, periodi di siccità prolungati. Il problema è che spesso assistiamo a questi eventi da semplici spettatori, come se non fossimo noi stessi protagonisti di quello che sta accadendo o peggio non ci riguardasse.

È questo l’assunto di partenza del bel saggio divulgativo Breve storia della Terra (Sonda, 2026, pp. 244, anche e-book. Traduzione di Giuseppa Forte) del geologo e divulgatore Alasdair Skelton che ci accompagna in un viaggio che unisce scienza e umanità, dalla nascita della Terra agli equilibri fragili di oggi.

Con uno sguardo lucido ma pieno di fiducia, il libro racconta la crisi climatica come un punto di svolta, non come una fine. Ciò che è finito è il periodo in cui potevamo pensare che i nostri comportamenti non avessero un impatto decisivo sulla natura. Fine di un’epoca quindi, ma non fine della speranza e della possibilità che si possa invertire la rotta. La speranza è la nostra forza più potente ci racconta Alasdair Skelton…la speranza unita alla conoscenza. Comprendere il clima significa, infatti, credere ancora in noi e nel nostro futuro. E trovare delle soluzioni alternative, nuove per agire, cambiare e ripensare il nostro rapporto con la Terra.

Il messaggio di Breve storia della Terra è da questo punto di vista illuminante soprattutto per chi pensa che non tutto è perduto, vuole capire il cambiamento climatico senza tecnicismi e cerca una visione più umana e costruttiva sul futuro del pianeta.

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