CRONACA - ITALIA

rebibbia

Nasconde droga e telefonini nelle scarpe per il figlio in carcere, denunciata

Il materiale è stato trovato all'interno delle suole di un paio di scarpe da ginnastica
immagine simbolo (foto pixabay)
Immagine simbolo (foto Pixabay)

Si era presentata alla Casa di reclusione di Rebibbia, a Roma, per sostenere un colloquio con il figlio detenuto, ma la Polizia Penitenziaria ha scoperto il suo tentativo di introdurre dello stupefacente e dei telefoni cellulari funzionanti e completi di carica-batteria.

A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, per voce del Segretario nazionale del Lazio Maurizio Somma.

"Due microcellulari e hashish - spiega il sindacalista - sono stati trovati dal personale di Polizia Penitenziaria, addetto al reparto colloqui, all'interno delle suole di un paio di scarpe da ginnastica, che la donna intendeva far arrivare al figlio detenuto. I telefonini, dotati di cavetto di ricarica, sono stati sequestrati e la donna deferita all'autorità giudiziaria per reati legati al possesso di stupefacenti e per il reato di introduzione in carcere di apparecchi cellulari, previsto dal nuovo decreto sicurezza".

Donato Capece, segretario generale del Sappe, ricorda che nella Relazione annuale 2020 della Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa), che traccia l'andamento del narcotraffico in Italia è emerso che "continua, per il terzo anno consecutivo, il trend crescente delle morti per overdose che, con un ulteriore incremento pari a 37 unità raggiunge quota 373, con un aumento dell'11,01% rispetto all'anno 2018. In oltre la metà dei casi, la causa del decesso è da attribuire al consumo di oppiacei (169 casi all'eroina, 16 al metadone, 1 al fentanil, e 1 alla morfina). Dal 1973, anno in cui hanno avuto inizio le rilevazioni in Italia sugli esiti fatali per abuso di droga, sono complessivamente 25.780 i morti causati dal consumo di stupefacenti".

Capece ricorda infine che "la Polizia Penitenziaria è quotidianamente impegnata nell'attività di contrasto alla introduzione di telefoni cellulari e alla diffusione della droga nei penitenziari per adulti e minori. Il numero elevato di tossicodipendenti richiama l'interesse degli spacciatori che tentano di trasformare la detenzione in business".

(Unioneonline/F)

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