«Fuera». Una parola che non ha bisogno di traduzioni dallo spagnolo all’italiano, ma che spiega senza troppi giri di parole quale sia il sentimento di molti tifosi del Real Madrid nei confronti di Kylian Mbappé. Che, dopo la vacanza della settimana scorsa a Cagliari con la nuova compagna Ester Expósito, con la maglia bianca non vogliono più vederlo nemmeno in figurina, tanto da aver avviato una petizione che ha clamorosamente sfondato quota 46 milioni di firme in appena tre giorni. Una cifra esorbitante, destinata a crescere di ora in ora.

Uno screenshot della petizione dei tifosi del Real Madrid contro Kylian Mbappé

Il sito – lanciato martedì scorso – si chiama mbappeout.replit.app e ha un layout piuttosto semplice: una foto di Mbappé e le scritte «Fuera» e «Mbappé out». Poi il testo della petizione: «Madridisti, fate sentire la vostra voce. Se credete che un cambio sia necessario, non state in silenzio: firmate questa petizione per quello che ritenete sia il meglio per il futuro del club». L’obiettivo iniziale, superato in pochissime ore, era di 200.000 firme: ora ce ne sono migliaia al minuto, per quanto è diventata virale.

Perché i tifosi del Real Madrid ce l’hanno così tanto con Mbappé? Ufficialmente per certi suoi atteggiamenti, in primis il viaggio in Sardegna con la fidanzata mentre era infortunato. In stagione avrebbe una media gol perfetta, 41 in 41 presenze, ma non porteranno trofei: la Liga è ormai destinata al Barcellona, che potrebbe chiudere aritmeticamente il discorso domenica nel Clásico, il big match che già aveva assegnato ai catalani la finale di Supercoppa, la Champions League è finita ai quarti col Bayern Monaco e la corsa in Copa del Rey si è arrestata agli ottavi con l’Albacete, club di seconda serie che non gioca in Liga dal 2005.

Kylian Mbappé ed Ester Expósito al Bastione di Santa Croce venerdì 1 maggio, in uno degli scatti che ha fatto il giro dei social

Domenica scorsa, dopo la vittoria (senza Mbappé, che nel frattempo era tranquillo a Cagliari tra giri in barca e visite a locali e ristoranti) per 0-2 contro l’Espanyol, l’allenatore del Real Madrid Álvaro Arbeloa (tecnico “a tempo”, è sempre più insistente la voce che a fine stagione torni José Mourinho) ha criticato il francese: «La sua vacanza in Sardegna? Ognuno nel tempo libero fa quello che vuole. Il programma degli infortunati lo gestisce lo staff medico, che sa quando uno deve essere presente all’allenamento e quando no. Poi, nessun giocatore è più grande del Real Madrid e questo club non è diventato quello che è con giocatori in smoking, ma con quelli che finiscono le partite con la maglia piena di fango, sudore e stanchezza». L’entourage di Mbappé ha provato a gettare acqua sul fuoco con una nota inviata all’Afp («Alcune critiche si basano su un’interpretazione eccessiva di elementi legati a un periodo di recupero strettamente controllato dal club, che non corrispondono alla realtà»), ma è chiaro che lui e tanti altri giocatori siano nell’occhio del ciclone.

Mbappé stamattina è arrivato a Valdebebas, il centro d’allenamento del Real Madrid, sorridendo. Ma attorno a sé c’è una polveriera: è di ieri mattina la clamorosa lite (la seconda in un paio di giorni) fra Aurélien Tchouaméni e Federico Valverde, per i quali il club ha aperto un procedimento disciplinare. Il secondo è persino finito in ospedale, anche se ha provato a minimizzare su Instagram spiegando che il primo scontro – mercoledì – è stato un semplice incidente in allenamento, coi toni accesi per via della frustrazione, e che il motivo della visita in ospedale è per un colpo accidentale sulla fronte non causato dal compagno. Ma, intanto, il Real Madrid oltre al procedimento disciplinare ha convocato una riunione d’urgenza.

Kylian Mbappé a terra in Real Betis-Real Madrid (foto Ansa)

La tensione, in casa Real Madrid, è ai livelli massimi. Tanto che il quotidiano spagnolo Marca ha descritto la rissa di ieri fra Tchouaméni e Valverde come «l’episodio più grave mai visto a Valdebebas». E Mbappé, pur non essendo stato coinvolto, è comunque ritenuto l’immagine più lampante delle difficoltà della squadra, in quanto penserebbe più ad altro che al calcio. Con una specifica: è andato via dal PSG nell’estate del 2024 a fine contratto, per provare a vincere la Champions League col Real Madrid. Ma, da quando non c’è più lui, i parigini hanno alzato il trofeo l’anno scorso (il primo nella loro storia) e saranno di nuovo in finale il prossimo 30 maggio a Budapest contro l’Arsenal.

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