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"Il giorno del Giudizio": in un libro il racconto del capolavoro di Satta attraverso le copertine

Martedì 30 Gennaio alle 17:08 - ultimo aggiornamento alle 17:55


L'autrice Manola Bacchis

Di certo Salvatore Satta non si aspettava il successo del suo capolavoro. Scritto solo per sé, spinto da una passione bruciante che veniva da dentro, e pubblicato postumo, "Il giorno del Giudizio" è stato tradotto in sedici lingue e editato in diciassette Paesi.

Ora un libro ne ripercorre la storia editoriale, attraverso le copertine: si chiama "Nel segno del giudizio, l'arte nelle copertine di Salvatore Satta" (Edizioni Condaghes) di Manola Bacchis, sociologa e pedagogista.

"Mi sono concentrata su questa analisi per verificare quanto le immagini di copertina corrispondono al contenuto dell'opera", spiega lei.

Ecco quindi che sfilano le diverse copertine, da quella spagnola a quella tedesca a quella inglese. Raccontate con un'analisi artistica e con la storia editoriale.

"La mia preferita è la prima italiana dell'editore Cedam, uno splendido acquerello di Foiso Fois. Un'immagine forte, quella di un corteo di morte nel cimitero. Ma dai colori meravigliosi. E le copertine francesi dell'editore Gallimard".

Una passione, quella per Satta, che ha spinto Manola Bacchis a mettere insieme una vera e propria collezione. "Le immagini del libro non sono prese da internet. Mi sono procurata io gli originali, una ricerca faticosa ed emozionante".

Nel libro compaiono anche i risultati di un campione rappresentativo, di oltre 500 persone di nazionalità italiana e straniera, chiamate a scegliere la copertina e a spiegare le ragioni della scelta. "Ho voluto guardare insieme l'immagine e la parola". E Satta "è sempre attuale, perché parla della quotidianità in cui tutti ci possiamo riconoscere. Questa è la ragione del suo successo internazionale". La copertina di "Nel segno del giudizio" è dell'artista Giuseppe Carta, e il libro ospita una testimonianza inedita dell'avvocato Filippo Satta, primogenito di Salvatore.

La prefazione è del giornalista e scrittore Tonino Oppes, mentre l'epilogo è firmato da Leonardo Moro.

Ora il saggio di Manola Bachis arriva a Pisa, dove sarà presentato domani, 31 gennaio, nella Gipsoteca, alle 18.

L'evento è organizzato dall'Associazione Grazia Deledda, in collaborazione con la casa editrice Condaghes, con il patrocinio gratuito del Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Pisa. Apriranno i lavori Giovanni Deias presidente dell'Associazione, e il Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, professor Alessandro Balestrino. Modera Tonino Oppes. Interverrà il filosofo Remo Bodei, autore della prefazione del "De Profundis" di Satta.

Le letture saranno a cura di Giancarlo Cherchi e della piccola Anna Serena Mustaro dell'Associazione Sarda Grazia Deledda.

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