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Carcere dell'Asinara, inaugurato l'Osservatorio della Memoria: "Modello da esportare"

Venerdì 22 Settembre alle 18:56


Il sottosegretario alla Giustizia Ferri e il vicepresidente del parco Diana

"Pensavo a Falcone e a Borsellino quando hanno scritto in questo carcere di Cala d'Oliva l'istruttoria del maxiprocesso contro la mafia, e pensavo a questo luogo come un posto sicuro dove si rieducavano i detenuti e dove tutti lavoravano con grande sinergia. Un messaggio che deve essere esportato".

Sono le parole del sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri durante la cerimonia di inaugurazione dell'Osservatorio della Memoria nell'ex diramazione centrale di Cala d'Oliva, che ospitava i detenuti più meritevoli del carcere dell'Asinara.

Un recupero di cento anni di storia carceraria, documenti e racconti di detenuti, tessere che ogni visitatore può interpretare come vuole.

L'ex carcere è divenuto così un percorso della memoria "grazie ad un progetto europeo finanziato dalla Regione Sardegna con una somma di 200mila euro - ha detto il vicepresidente Antonio Diana - che ha permesso il recupero e la digitalizzazione dei vecchi archivi del carcere con la esposizione dei materiali recuperati, valorizzando tutte le risorse umane disponibili con il coinvolgimento di alcuni detenuti e di chi ha vissuto a contatto con i carcerati".

Nell'Osservatorio le memorie dei detenuti sono conservate nella cella comune, altri spazi aperti ospitano le uniformi originali degli agenti di polizia penitenziaria e le divise utilizzate dai carcerati, luoghi che raccontano il vissuto dei protagonisti della vicenda carceraria come le ex celle degli "sconsegnati" quelli che, per buona condotta, dovevano essere più liberi e non avere vincoli di orario.

Aperti al pubblico anche la ex barberia e la ex infermeria. "Per mandare avanti questo Parco nazionale dell'Asinara nato vent'anni fa occorrono risorse ingenti - ha aggiunto Francesco Massidda ex direttore del carcere - utili per pagare le risorse umane, per ristrutturare le costruzioni, garantire le manutenzioni e ringiovanire le strutture carcerarie".

Al taglio del nastro hanno partecipato anche il direttore del parco Pierpaolo Congiatu, il responsabile dell'Area marina protetta Vittorio Gazale, il vicesindaco del comune di Porto Torres, Marcello Zirulia e l'ex agronomo del carcere Paolo Hendel.

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