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"Non possiamo più entrare in casa nostra". Selargius, la rabbia di una famiglia

“Questa è casa mia. Dov’è lo Stato?". In via Delle Ginestre 52, a Selargius, diritti e obblighi fanno a pugni.
Da una parte ci sono due legittimi proprietari, Manuela Sollai, 33 anni e due figli, e il padre Leonardo, che reclamano il diritto di entrare a casa propria, dall'altra un cancello verde chiuso dal blocco sfratti disposto dal Governo.
"Così si tutelano i delinquenti. È una vergogna", ripete la giovane donna da oltre un anno. Esattamente da febbraio dell'anno scorso quando ha presentato un esposto seguito dallo sfratto imposto al nigeriano che abita nell'appartamento conteso.
Alle spalle un contratto di locazione stipulato dal bisnonno in punto di morte con un inquilino che non vuole lasciare l'abitazione, dove peraltro risultano essersi consumati diversi illeciti.
"Parliamo di una persona arrestata con l’accusa di associazione a stampo mafioso, tratta di essere umani aggravata dallo sfruttamento della prostituzione, traffico di sostanze stupefacenti e del sequestro di soldi e droga", si legge nell'esposto.
Uno dei tanti documenti ai quali si è aggiunta la richiesta di intervento urgente inviata al prefetto a firma del sindaco di Selargius Gigi Concu, “al fine di risolvere tale situazione di illegalità di cui sono a conoscenza le forze dell'ordine, che mette a serio rischio ed è fonte di potenziale pericolo e preoccupazione per le diverse famiglie residenti nella zona”.
Manuela e suo padre attendono giustizia, la reclamano davanti a quel cancello verde dove sono arrivate anche le telecamere della trasmissione di Rete 4 “Fuori dal coro” che ha portato alla ribalta nazionale una delle tante storie di chi rivendica i propri diritti.

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