Nasce la pecora Dolly, il primo mammifero vivente clonato, muoiono Francois Mitterrand e Marcello Mastroianni. Romano Prodi e l’Ulivo conquistano Palazzo Chigi, Atlanta ospita la 26ª Olimpiade. Alcuni avvenimenti del 1996, anno di nascita de Il Foglio. Il primo numero arriva in edicola il 30 gennaio ed è il frutto della volontà del fondatore, Giuliano Ferrara, di dare vita a un progetto editoriale orientato all’analisi e all’approfondimento, aperto a contributi di punti di vista e sensibilità differenti.

I giornalisti

Le firme sono quelle di Pierluigi Battista, Carlo Rossella, Pietrangelo Buttafuoco, Adriano Sofri. Vincino è l’autore delle vignette. Gli albori della storia dei “foglianti”. Lo ha ricordato in un’intervista Maurizio Crippa, uno dei pionieri. Fine 1995. «Era inverno, si era concluso il Berlusconi I con lo stesso Ferrara ministro, l’Italia era ancora nelle macerie di Tangentopoli, il mondo nelle macerie del muro di Berlino. Eravamo in sei-sette. Giovani disoccupati organizzati. Fummo convocati da Sergio Zuncheddu, imprenditore sardo, il nostro primo editore. Entra Giuliano Ferrara e dice: “Sono Giuliano Ferrara e farò il Foglio”. Due numeri zero, quattro riunioni, e il giornale è partito».

Il compleanno
Il grande cerimoniere della festa per i trent’anni del giornale è l’attuale direttore Claudio Cerasa, al timone dal 2015: «Dalla fine di gennaio e per tutto il mese di febbraio pubblicheremo ogni giorno un numero del passato per ripercorrere la nostra storia. Avremo copertine speciali disegnate per noi da grandi artisti, rievocazioni del passato del giornale e altre sorprese che non possiamo ancora rivelare». Il Foglio vuole mantenere lo spirito delle origini: «Cerchiamo di raccontare la realtà in modo originale e di coltivare idee controcorrente. Nel nostro codice genetico c’è la lotta a ogni forma di estremismo e la difesa delle libertà». Domani, per i lettori dell’Unione Sarda, Il Foglio sarà in edicola al prezzo di un euro.

L’elefantino
C’è sempre l’impronta di Giuliano Ferrara e il suo elefantino continua ad essere un sigillo ben visibile. «Il giornale», sottolinea Cerasa, «è una creatura di Giuliano. Il Foglio nasce dalla sua capacità di aver formato le nostre menti e soprattutto la nostra curiosità, fondamento del quotidiano, imprinting di tutti i “foglianti”. Riteniamo che un fatto non vada osservato in modo superficiale. È necessario capire se ci sia qualcosa in più da raccontare, oltre le apparenze, per smontare la narrazione “mainstream” di alcune vicende e offrire un personale punto di vista. Non nascondiamo le nostre idee perché il modo migliore per entrare in sintonia con i lettori non è quello di fingere di essere neutrali, ma di ricordare sempre da che parte stiamo».

Come difendersi

«Le difficoltà del mondo dell’editoria, con le quali anche noi facciamo i conti», rilancia Cerasa, «si possono affrontare con i contenuti di qualità da diffondere con tutti i mezzi possibili. Penso al sito e alle piattaforme digitali. È anche importante continuare a seguire un’impostazione che considera l’educazione dei follower, e non il frenetico inseguimento dei loro consensi con i like, un tratto distintivo del progetto editoriale». Il Foglio mantiene forti legami con la Sardegna: «Il giornale ha un rapporto speciale con Sergio Zuncheddu, oggi editore del gruppo L’Unione Sarda, che nel 1996 ha contribuito a dare slancio al nostro progetto. Abbiamo tanti lettori nell’Isola e pensiamo che la Sardegna sia il simbolo di quello che dovrebbe essere l’Italia per la sua capacità di affrontare con grande determinazione le difficoltà e i momenti di crisi».

Massimiliano Rais

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