È arrivato da poche settimane ma si è già preso un ruolo di primo piano davanti alla difesa, nelle due amichevoli giocate a Ponte di Legno. Harry Winks comincia la sua seconda esperienza in Serie A, dopo quella alla Sampdoria nel 2022-2023, con la maglia del Cagliari e si augura che sia un rilancio personale dopo due anni complicati al Leicester City. «Ma i momenti in cui ho imparato di più nella mia carriera sono stati quelli più difficili, dove magari non ho giocato ma sono comunque cresciuto come giocatore e come persona», segnala ai canali ufficiali del club, parlando ancora in inglese così come il suo connazionale Demi Akarakiri. «Sono molto felice di far parte di questo club, che ha una lunga storia in Serie A e un ottimo allenatore».

Winks non è arrivato a Cagliari “da solo”: «All’aeroporto sono sbarcato con Fazzini e c’erano tanti tifosi, è stato bello ricevere un benvenuto del genere in Sardegna e in città», ricorda. «Fin da piccolo ho amato giocare a calcio, venire in Italia è una grande opportunità per crescere ulteriormente. Ho giocato in Serie A quattro anni fa: mi sono piaciuti molto la cultura, lo stile di vita, il calcio e la tattica, spero di poter migliorare ancora».

Con Fabio Pisacane, Winks ritiene di potersi trovare a suo agio: «Ha tante ottime idee e ho già visto che ha una visione del calcio come la mia», afferma. «Ho avuto la fortuna di giocare con grandi giocatori ed essere allenato da ottimi allenatori: da Pochettino, che mi ha dato spazio e fiducia al Tottenham, fino a Maresca che mi ha dato identità calcistica e comprensione del gioco. Sono quelli che hanno plasmato il mio modo di vedere il calcio».

Classe ‘96, Winks ha compiuto trent’anni a febbraio ma – nel Cagliari – è tra i più “anziani” della rosa. «Non ricordo di essere mai stato uno dei più esperti della squadra nella mia carriera, ci sono tanti giovani e mi piace farmi sentire in campo parlando molto. Qui ci sono tanti giocatori e componenti dello staff che possono insegnarmi tanto, ma se posso essere d’aiuto per dare la mia esperienza ai più giovani spero di riuscire a trasmetterlo». I suoi obiettivi, intanto, sono chiari: «Una delle prime cose che cercherò di imparare sarà la lingua, poi ho già capito quanto grande sia la passione dei tifosi e quanto il club voglia fare bene. C’è un gruppo genuino e leale, speriamo di poter fare una bella stagione».

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