La Coppa Italia Primavera, il gol a 4’ dall’esordio in Serie A: chi è Yael Trepy, il gigante buono rossoblù
Vent'anni compiuti a maggio, l’attaccante francese è a Cagliari dal 2022: dopo l’inizio in foresteria, è andato a vivere in un appartamentoYael Trepy (Ansa)
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Francese classe 2006, vent’anni compiuti lo scorso 20 maggio, Yael Trepy è un pupillo di Pisacane, scovato dal ds del settore giovanile rossoblù Pierluigi Carta, che si innamorò di lui nel 2022 durante una partita dell’under 17 del Creteil Lusitanos, club vicino a Villeneuve Saint Georges, città in cui è nato l’attaccante del Cagliari.
Aveva quindi 16 anni quando è approdato in Sardegna, iniziando una vita diversa da quella di molti suoi coetanei. Lontano da casa e famiglia, ha vissuto nella foresteria di viale Sant’Ignazio dove vivono gli adolescenti del vivaio del Cagliari. In pochi mesi, però, si è conquistato la possibilità di andare a vivere in un appartamento.
Alto 191 centimetri, è un gigante buono che può fare sia il centravanti che l’attaccante esterno, dotato di corsa e dribbling. L’incontro con Pisacane in Primavera imprime una svolta alla sua carriera, il tecnico gli dà fiducia portandolo stabilmente nel gruppo e facendolo spesso subentrare, lui lo ripaga a suon di gol. Compreso quello del 3-0 nella storica finale di Coppa Italia Primavera vinta dal Cagliari contro il Milan nel 2025.
Nella scorsa stagione, con Roberto Pisano, è diventato sempre più centrale nell’under 20, ma è stato chiamato spesso e volentieri anche in prima squadra. Pisacane si è affidato a lui lo scorso 8 gennaio quando il Cagliari era sotto di un gol a Cremona, in uno scontro diretto importante per la salvezza. Trepy è entrato all’84’ e si è subito messo in mostra, andando in rete quattro minuti dopo. Lancio di Mazzitelli per il suo inserimento da destra, controllo e due palleggi per eludere il difensore avversario e palla in rete senza lasciare scampo ad Audero.
Trepy si è ambientato molto bene a Cagliari, nonostante la giovane età: parla italiano, con accento sardo, e aiuta gli stranieri ad integrarsi. «È un ragazzo molto sensibile, è stato colpito dall’ospitalità sarda e dall’ambiente familiare», aveva raccontato Carta al quotidiano francese L’Équipe, che dopo quel gol di Cremona lo celebrava in quanto primo transalpino under 20 a debuttare da professionista e segnare immediatamente nel XXI secolo in uno dei quattro principali campionati europei.
Ora, tutta la Sardegna e tutto il mondo del calcio prega per lui, dopo il grave incidente in piscina, un principio di annegamento a causa del quale è ricoverato in Terapia Intensiva al Santissima Annunziata di Sassari, in coma farmacologico.
(Unioneonline)
