Il rientro in campo dal 1’ dopo oltre un mese per Gabriele Zappa non è andato come il numero 28 sperava, con la sconfitta per 0-2 del Cagliari contro il Lecce. Per lui 57 minuti in campo, prima di essere sostituito da Luca Mazzitelli quando il risultato era ancora di 0-0. «Dispiace perché ci sono mancati dei giocatori importanti, ma tutti sono di Serie A e chi va in campo deve dare il massimo: secondo me ognuno l’ha dimostrato», il pensiero del difensore. «Siamo stati un po’ frenetici, è stato un peccato».

Anche Zappa è fra i tanti giocatori del Cagliari che hanno avuto problemi fisici in questo inizio di 2026. «Avevo subito un piccolo infortunio prima della Juventus, pensavo di essermi fatto molto male ma tolta quella partita sono stato sempre a disposizione». Per quanto riguarda il mercato, visto che dopo la vittoria col Verona si era ipotizzata una sua possibile cessione: «So delle voci, sono contento di essere rimasto. È normale che negli ultimi anni ho giocato tantissimo e ora no, ma ho detto al mister che se fossi stato io a scegliere avrei fatto lo stesso. Cerco di dare il massimo in allenamento e farmi trovare pronto».

Il Cagliari, nonostante le assenze, ci ha provato. «Stasera volevamo vincere», dice Zappa. «Abbiamo avuto delle occasioni, io stesso ne ho avuta una. Il calcio è così: se nel primo tempo avessi segnato la partita avrebbe preso un’altra piega. Abbiamo dimostrato che se andiamo in vantaggio siamo solidi, purtroppo abbiamo invece preso gol su palla inattiva. Cercheremo di reagire sabato con la Lazio, la fortuna del calcio è che dopo pochi giorni abbiamo un’altra partita: dobbiamo ritrovare le certezze delle tre vittorie».

In chiusura, Zappa ammette come il Cagliari avesse ipotizzato un altro risultato stasera: «La situazione di classifica non mi preoccupa, ma pensavamo di vincere e abbiamo perso. Dobbiamo reagire, come abbiamo fatto un miliardo di volte. Nelle tre vittorie consecutive stavamo andando bene e stavamo puntando sull’entusiasmo, mancano ancora tante partite e non dobbiamo mollare o pensare di essere messi bene in classifica».

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