Sanremo 2026, le pagelle della prima sera dei trenta Big in gara.

Ditonellapiaga

Performance perfetta con coreografia accattivante. Se c'è un difetto, forse, è quello di apparire un po' troppo studiata. Merita comunque un posto alto in classifica. Voto 7

Michele Bravi

Fantascienza: è una delle poche canzoni mai presentate in gara senza ritornello e con una struttura tutta sua. Apprezzabile in questa melassa, e lui dà tutto sé stesso. Voto 6,5

Sayf

Dimostra un talento e una padronanza della scena che smentisce ogni bassa aspettativa. Per tre minuti riesce nell'impresa di non passare inosservato e inascoltato. Voto 7

Mara Sattei

Mistero: fuori dall'Ariston sperimenta cose nuove e interessanti. Entra in questo specifico teatro e si trasforma in signorona della musica. Ma perché? Over in tutti i sensi. Voto 5

Dargen D'Amico

Non sfonda come nelle precedenti partecipazioni. Sarà che il tema, l’intelligenza artificiale, è meno appassionante di altre battaglie che ha preso a cuore. Voto 6

Arisa

Le bambole, i primi baci, gli arcobaleni. Le atmosfere di un cartone Disney in cui Rosalba è principessa del bel canto e protagonista. Si fatica però a provare empatia. Voto 5,5

Luchè

Una voce rap che nella storia del Festival mancava. Di questa specifica canzone però se ne poteva fare a meno. Occasione persa, un gran peccato. Voto 5,5

Tommaso Paradiso

Una vibrante dedica d’amore a una bambina da un padre che un padre non l’ha mai avuto e che ancora ne soffre. Che altro dire, gli ingredienti ci sono tutti. Voto 7,5

​Elettra Lamborghini

Più intonata del solito, forse merito di qualche lezione di canto dell’ultim’ora. Tra piume bianche e rosa conferma le prime impressioni, un pezzo perfetto per un pride. Voto 6

Patty Pravo

Un monumento come lei si dovrebbe rispettare senza se e senza ma. Il ma, però, c’è: il testo di Giovanni Caccamo rimbomba in mezzo a immagini altisonanti. Voto 6,5

Samurai Jay

Sfrutta un’istituzione come Sanremo per piazzare il pezzo super virale su Tiktok. Nessun manuale del Festival glielo vieta, però è spregiudicato. Voto 5
Raf

Un caposaldo della musica italiana, con un “self control” invidiabile. Parte bene ma arrivati a metà si capisce che “Infinito” è un lontano ricordo. Voto 6

​J Ax

Ragazze pon pon, violino e chitarra country, mette in scena una coreografia decorosa che però camuffa più di un’esitazione vocale. Il testo ha un suo perché. Voto 6

Fulminacci

Una promessa del nuovo cantautorato, fatta e finita. Galleggia tra il passato e il presente con una consapevolezza, una maturità e un’attitudine che sciolgono. Bravo. Voto 7

Levante

Talento che non ha bisogno di presentazioni, eppure a Sanremo non ha mai lasciato il segno. Ma questa canzone è un brivido continuo, dall’inizio alla fine. Voto 7,5

Fedez e Masini

Gli acuti di uno, le barre oscure dell’altro. Due treni paralleli, ognuno sul proprio binario, come cantassero due canzoni diverse. Ma qual è la destinazione? Voto 6

Ermal Meta

Qualcuno può anche chiamarlo ricatto: se si parla di guerre e bambini, deve piacere per forza o si fa il gioco “degli altri”. Testo a parte, musicalmente è una bomba. Voto 7

​Serena Brancale

Si fermano gli orologi per un’esibizione tanto struggente quanto chic che si staglia tra la luna e le stelle. Ed è lì che punta ad arrivare. Voto 7,5

Nayt

La penna è interessante ma l’esibizione stenta proprio a decollare. A vedere lui sembra quasi che il Festival non sia un palco da rapper e non è così. Voto 5,5

Malika Ayane

L’arrangiamento migliore in assoluto di questo Sanremo. Con la chitarra funky dell’asseminese Luca Faraone sul palco, è un momento di grande godimento. Voto 7,5

Eddie Brock

Da timido esordiente sarebbe stato meglio proporre qualcosa di meno enfatico. Giocare a fare Claudio Villa è un’impresa quanto meno sfidante. Voto 5

Sal Da Vinci

Alle prove generali ha incassato una standing ovation prima ancora di iniziare a cantare. Quale strano incantesimo ci ha scagliato addosso quest’uomo? Voto 6,5

Enrico Nigiotti

Intrappolato in un mondo musicale ormai vecchio che non esiste più. Il suo è uno di quei singoli che ti fa chiedere: ma era davvero necessario arrivare a trenta pezzi? Voto 5

​Tredici Pietro

Lui non è un mostro da palcoscenico, e non finge di esserlo. Ma la canzone è fulminante, un debutto coi fiocchi per il figlio di Gianni Morandi (nonostante i problemi tecnici). Voto 7,5

Bambole di pezza

Visivamente sono la cosa più originale che questo palco quest’anno ha da offrire. Musicalmente spiace, ma ci si aspettava qualcosa di più dirompente. Voto 6,5

Chiello

Come ciondola lui, nessuno. Ha l’aria scanzonata di chi dei giudizi se ne frega completamente e, pur non avendo il pezzo della vita, funziona. Voto 7

Maria Antonietta & Colombre

No, non sono i nuovi Coma_Cose: leggeri ma mai superficiali, sembrano arrivati direttamente dalla Luna. Forse al primo ascolto non spaccano ma serve tempo. Voto 7

Leo Gassmann

Tra le macchie di nero dell'eyeliner e la ragazza che è «più bella al naturale» suscita sbuffi e sbadigli. Il crescendo è magniloquente ma cade nel vuoto. Voto 5

Francesco Renga

Facciamo finta che non abbia mai scritto “Angelo”: la sua migliore canzone mai proposta all’Ariston. Interpretata con maestria e assoluta padronanza della scena. Voto 7

LDA e AKA 7even

Si divertono e per due ragazzi giovani è importante. Il feeling è quello di due coinquilini che ogni giorno si dividono la spesa e le pulizie. Senza pretese, funzionano. Voto 6

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