Un biglietto di andata e ritorno sul traghetto Tirrenia Porto Torres-Genova può costare 895 euro. Un passaggio ponte fino a 305 euro. Gli sconti per residenti risultano esauriti. I voucher non utilizzabili d’estate. E ogni volta che si cerca di tornare sull’Isola, per lavoro, salute, studio o famiglia, il conto è sempre più salato. È questa la continuità territoriale? Questa volta è un doppio grido d’allarme. Da un lato il post-denuncia dell’imprenditore nuorese Giampiero Pittorra, presidente del Consorzio Operatori di Pratosardo. Dall’altro, la lettera di Grazia e Caterina Sanna, inviata anche alla presidente della Regione Alessandra Todde, che documenta la penalizzazione per i residenti.

La protesta

«I sardi sono turisti per sempre, anche quando si spostano per lavoro». È la frase che apre il post di Pittorra. L’imprenditore denuncia: «Tariffa di Stato residenti 3 persone andata e ritorno+auto tratta Porto Torres-Genova 12 ore: 895 euro!!!». E rincara: «Il solo passaggio ponte senza auto può arrivare a 305 euro all’andata e 185 euro al ritorno». L’alternativa? «Un volo Olbia-Bergamo il 29 agosto a 616 euro». Un salasso periodico, indipendentemente dal motivo del viaggio, che tocca studenti, pendolari, imprenditori, famiglie. «I turisti vengono depredati quando arrivano in Sardegna e poi quando rientrano, noi sardi siamo turisti per sempre, depredati quando ci spostiamo per lavoro».

Pittorra ricorda: «Studiavo a Roma e rientravo in Sardegna spendendo appena quindicimila lire (7,5 euro) in passaggio ponte. Non c’era la continuità ma c’erano più Stato, più diritti e meno affari di Stato». L’imprenditore porta l’esempio di chi dalla Lombardia alla Puglia spende sempre «che sia gennaio o agosto 160 euro per carburante e pedaggi». Infine la richiesta: «Vogliamo una vera continuità aerea e marittima con tariffe fisse e basse».

«Atto di sciacallaggio»

La denuncia di Pittorra è affiancata dalla segnalazione di Grazia e Caterina Sanna. Famiglia di due adulti e un bambino e costo per la tratta Olbia-Civitavecchia il 30 agosto. «Circa 600 euro per un passaggio ponte, utilitaria e cabina» denunciano. Prezzo esorbitante se paragonato alle tariffe in altri periodi. Nonostante siano residenti/nativi sardi, non hanno potuto usufruire degli sconti: «i posti riservati sono terminati. Ci domandiamo quanti abbiano potuto beneficiarne». Definiscono i rincari «un atto di sciacallaggio» e aggiungono: «ci hanno suggerito di utilizzare i voucher dopo settembre, ma l’iniziativa dovrebbe coprire le tratte più critiche (luglio-settembre). Desideriamo ritornare a casa, ci sentiamo lesi nel nostro diritto». La lettera della famiglia Sanna si conclude con un invito alle autorità a «verificare con urgenza la correttezza delle politiche tariffarie adottate, la reale applicazione degli sconti previsti e la trasparenza con cui vengono gestiti i fondi e le agevolazioni per i residenti».

Sistema ingiusto e opaco

Giampiero Pittorra aggiunge un elemento che fa capire quanto il sistema dei trasporti attuale penalizzi il tessuto produttivo sardo: «Abbiamo atteso per far partire dei moduli fotovoltaici destinati alla Lombardia – racconta l’imprenditore .- e pagare meno. Risultato? Moduli del valore di 480 euro e 570 euro di viaggio. Pazzesco». Un altro esempio di quanto l’insularità – in assenza di correttivi – diventi un limite allo sviluppo.

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