Referendum, Schlein: «Mai chiesto il voto contro il governo ma contro la riforma»
La leader dell’opposizione a Venezia: «Abbiamo fatto una campagna sempre sul merito»Elly Schlein (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)
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«Non abbiamo mai chiesto il voto contro questo governo, ma contro la riforma che questo governo ha voluto e che per noi è sbagliata».
Mentre Giorgia Meloni al Teatro Franco Parenti di Milano tiene un comizio per il Sì, la segretaria del Pd Elly Schlein parla a Venezia nell’ambito di un'iniziativa a favore del No al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere. «Abbiamo fatto una campagna sempre sul merito, al massimo usando proprio le dichiarazioni dei ministri e della presidente del Consiglio, ma per spiegare perché questa riforma è sbagliata per i cittadini», ha sottolineato Schlein.
«Questa riforma serve a un governo che pensa che prendere un voto in più alle elezioni vuol dire che non devi essere giudicato – ha scandito – Serve a un governo che si mette addirittura a dire ai giudici quali capi di imputazione dovrebbe perseguire, che evidentemente vuole decidere quali reati bisogna perseguire e quali magari un po' meno». E ha ricordato le parole della capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, che ha parlato della magistratura come di un «plotone d’esecuzione»: «Questo governo pensa di poter decidere chi può fare il giudice e chi non può fare il giudice, magari a seconda che gli piacciano o meno le decisioni che ha preso».
Sul premierato «è un'altra riforma che lavora nella direzione di accentrare sempre di più i poteri nelle mani di chi governa e di farlo a scapito della rappresentanza parlamentare dei poteri del Parlamento e a scapito dei poteri del presidente della Repubblica per noi non si toccano. I poteri del Presidente della Repubblica non si toccano». Schlein, richiamando anche la riforma costituzionale, i decreti sicurezza, le leggi sull'informazione, afferma che «tutto questo tradisce un disegno che racconta anche una sete di potere, una sete di controllo. E se guardiamo quello che è accaduto in Europa negli ultimi anni, non è che non ne troviamo traccia», ha aggiunto Schlein citando i casi di Polonia e Ungheria.
Aprendo il suo intervento all'evento di Venezia Schlein ha chiesto «un forte applauso di solidarietà per quei 37 lavoratori di Marghera di InvestCloud che sono stati licenziati per essere sostituiti con l'intelligenza artificiale. Non si trattano i lavoratori così nella Repubblica fondata sul lavoro, come dice la nostra Costituzione all'articolo 1».
La leader dell’opposizione ha poi parlato della guerra in Iran: «No a questa guerra illegale voluta da Trump e voluta da Netanyahu. No all'autorizzazione delle basi militari in Italia per qualsiasi supporto a questi attacchi militari che sono fuori dal diritto internazionale, che violano il diritto internazionale. Khamenei era un dittatore sanguinario che non ci mancherà di certo, anzi siamo sempre stati al fianco del popolo iraniano che lotta per la libertà e la democrazia e non ci siamo da ieri», aggiunge Schlein. «Ci siamo e continueremo a esserci - ha proseguito - per chiedere che la transizione democratica, pacifica e la fine del regime sanguinario sia nelle loro mani e non calato dall'alto o da altri interessi. Perché oggi abbiamo letto che il presidente americano ha detto che anche se si alza il prezzo della benzina, alla fine gli Stati Uniti sono il maggiore produttore di petrolio e quindi ci guadagneranno anche di più».
Infine «voglio dare solidarietà una volta ancora insieme a voi al presidente della Spagna, Pedro Sanchez, per le minacce inaccettabili che ha ricevuto anche ieri dal presidente americano per aver difeso il diritto internazionale, come deve fare anche il governo italiano. Perché, se salta il diritto internazionale, vale solo la legge del più forte e del più ricco e noi non lo accettiamo».
(Unioneonline)
