«Il governo Meloni deve dire no a qualsiasi coinvolgimento nelle azioni militari nello stretto di Hormuz e non deve offrire le proprie basi agli attacchi di Israele e Usa che sono in violazione del diritto internazionale. Meloni deve dire no anche alle nostre basi, neppure per supporto logistico».

Il presidente del Movimento Cinquestelle, Giuseppe Conte, nell’ateneo di Sassari per un dibattito con gli studenti sul referendum del 22 e 23 marzo.  Nel punto stampa che precede l’incontro affronta le criticità legate al conflitto in Iran. «Questo governo è immobile, ha aumentato le accise, e non fa nulla, con una guerra in corso, sul caro carburante che è schizzato a prezzi folli». Sull’eventuale ritiro dei militari italiani: «Siamo in Libano da anni con onore e disciplina, per una una missione che dà lustro alla nazione. Siamo preoccupati per quello che accade. Cerchiamo però di onorare la missione delle Nazioni Unite fino all’ultimo sperando che gli attacchi cessino e i nostri militari non siano esposti al pericolo».

Poi il tema referendum: «Bisogna dire no, perché non vogliamo che ci sia una politica che sia preordinata alla magistratura. La magistratura deve applicare le leggi per tutti, anche per i politici che si vogliono, come stanno dimostrando, mettersi al riparo dalle inchieste». «È una riforma nevralgica per loro - continua - Non hanno fatto nulla per i cittadini in questi 4 anni, molto invece per investitori, fondi di investimento stranieri, multinazionali del web, e per le banche e imprese assicurative.  Nulla per i cittadini. La sconfitta sarebbe uno schiaffo sonoro. Se vincesse il sì spingerebbero verso il premierato». 

Conte si sofferma poi sulle critiche del centrodestra per la gestione della sanità in Sardegna. «ll centrodestra non dovrebbe parlare, è ridicolo. Questa situazione l’abbiamo ereditata da loro. Si sta facendo un gran lavoro, che non può risolvere tutto in pochi anni e mesi. Pensiamo ai 100mila richiami per le liste di attesa, frutto di un gran lavoro di giunta. Oppure all’aver completato il progetto Pnrr sull’assistenza domiciliare. Da ultimo un provvedimento interessante, quale l’aver offerto un incentivo economico, fino a 2mila euro perché i medici di famiglia si trasferiscano in aree poco abitate».

Infine, sulla tenuta della coalizione nell’Isola: «Se ci sono fibrillazioni devono rientrare. Tutti devono comprendere che è una grande occasione, non per il singolo partito ma per la Sardegna». Il Pd dice che non andiamo da nessuna parte senza di loro? «Verissimo ma è una banalità. Anche loro non vanno da nessuna parte. Nessuno ha la maggioranza assoluta. L’alleanza va rispettata».

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