Una giovane sarda è bloccata da sabato ad Amman, in Giordania, in seguito all’interruzione dei voli provocata dall’escalation in Medio Oriente.

Il Paese non è sotto attacco, come Dubai che è diventata oggetto della rappresaglia iraniana, ma è comprensibile la grande preoccupazione di un gruppo di ragazze andate in vacanze per visitare, tra le altre cose, una delle sette meraviglie del mondo, e ora in ostaggio in un Paese a due passi da Israele e dal Libano. In pieno scenario di guerra, in una zona in cui pure sono risuonate le sirene d’allarme.

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Julia Carta ha 23 anni e vive a San Vero Milis. È partita per la Giordania con un gruppo di 13 ragazze, quasi tutte del Nord Italia. Avevano il volo di ritorno con Ryanair sabato, direzione Bergamo Orio al Serio: proprio il giorno in cui l’attacco di Stati Uniti e Israele e la risposta iraniana hanno portato alla chiusura dello spazio aereo.

«Mia figlia ha paura, aerei e altri oggetti volanti sorvolano continuamente la zona», spiega il padre Filiberto. Il gruppo ora è in hotel: «Li hanno sistemati e danno loro da mangiare, ma le ragazze sono nel panico e vogliono tornare a casa, alcune sono in lacrime».

All’Ambasciata hanno consigliato loro di attraversare la frontiera e andare in Egitto: «In tre lo stanno facendo, mia figlia no, le ho detto di aspettare perché non è sicuro».

Per il resto, unico altro consiglio è registrare la propria presenza con l’app Viaggiare Sicuri, attivando la geolocalizzazione. Quando potranno ripartire? Forse già domani, il 3 marzo, hanno comunicato, ma per il momento sul sito Ryanair il prossimo volo è previsto per il 7. E non è detto che si possa effettuare, anzi, vista l’escalation e visto l’allargamento della zona di conflitto, appare altamente improbabile. 

«Mia figlia e le altre ragazze aspettano risposte, hanno paura», conclude il padre di Julia, molto preoccupato.

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(Unioneonline/L)

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