Trump mette nel mirino Messico, Colombia, Cuba e Iran. E insiste: «Vogliamo la Groenlandia»
Dopo il blitz in Venezuela per la destituzione di Maduro nel mirino del leader di Washington finiscono Teheran e altri due Paesi dell’America LatinaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dopo il blitz militare in Venezuela e la cattura del presidente Nicolas Maduro (oggi davanti a un giudice federale a New York, per le accuse formali degli Usa a suo carico), Donald Trump ha lanciato nuovi proclami e annunci sui prossimi obiettivi in politica estera degli Stati Uniti.
Non solo per quanto riguarda il Venezuela (con l’avvertimento alla nuova presidente ad interim Delcy Rodríguez: «Siamo noi ad avere il controllo del Venezuela, si comporti come deve altrimenti interverremo ancora»), ma anche lanciando minacciosi messaggi a Messico e Colombia.
«Dobbiamo fare qualcosa con il Messico, il Messico deve darsi una regolata», ha detto il tycoon, facendo riferimento a narcotraffico e immigrazione clandestina.
E sulla Colombia: «È governata da un uomo malato, non lo farà ancora per molto tempo. L'operazione Colombia mi sembra una buona idea», ha detto il presidente americano, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One. Il presidente Usa ha anche parlato di Cuba: «È un paese che sta fallendo e noi vogliamo aiutare la popolazione».
Trump ha poi ribadito: «Abbiamo bisogno della Groenlandia» per la sicurezza degli Usa, parole che hanno suscitato dure reazioni della Danimarca, cui il territorio groenlandese appartiene.
Infine, le proteste in Iran: «Per il regime di Teheran ci sarà un colpo durissimo se continuerà a uccidere i manifestanti».
(Unioneonline/l.f.)
