Jet privato e depistaggi: dietro la fuga di Bolsonaro il segretario Usa Rubio e il presidente argentino Milei
Il candidato sconfitto alle elezioni è arrivato in Florida, prima entrando a piedi in Argentina, poi imbarcandosi su un volo dall'EcuadorIl segretario di Stato Usa Marco Rubio e il presidente argentino Javier Milei: sarebbero loro le principali menti dietro alla sofisticata e polemica operazione di intelligence che ha consentito a Flavio Bolsonaro di fuggire dal Brasile e di arrivare in Florida, prima entrando a piedi in Argentina, poi imbarcandosi su un volo per gli Usa dall'Ecuador. Una vicenda che rischia di scatenare una bufera contro i governi di Washington e Buenos Aires. «Una mossa magistrale. Flávio si reca negli Stati Uniti nell'ambito di un'operazione coordinata da Marco Rubio con il sostegno del presidente Milei», ha scritto nelle ultime ore su X l'avvocato messicano Simon Levy, figura vicina a Bolsonaro e che sui social si definisce «al servizio del presidente Trump e dell'area MAGA».
E in effetti non sono mancati i condimenti da spy story nella rocambolesca fuga del leader ultraconservatore, indagato in patria per riciclaggio ed evasione e al quale la giustizia brasiliana aveva già ordinato di non lasciare il Paese. Ventiquattro ore di depistaggi, tra comunicati fuorvianti, aerei fantasma, servizi segreti e posti di frontiera nel mezzo della selva. «Ho visto molte notizie false e contraddittorie sulla stampa. Alcune sono state addirittura attribuite ad autorità straniere», ha affermato Paulo Figueiredo, un influencer digitale e commentatore politico brasiliano molto vicino alla famiglia Bolsonaro, anche lui latitante per la giustizia brasiliana e rifugiato negli Usa.
«Quello che posso dire in questo momento è che Flavio Bolsonaro sta bene, è al sicuro e si sta riposando con la famiglia. Terremo una conferenza stampa a Miami, l'orario e il luogo saranno comunicati in seguito», ha aggiunto. Tra i vari dettagli emersi sulla fuga anche quello riguardante il jet privato utilizzato da Bolsonaro. Il Gulfstream G400 matricola LV-JQW, appartiene infatti alla compagnia privata Baires Fly, legata a sua volta ad uno dei principali scandali di corruzione che coinvolgono attualmente il governo argentino di Javier Milei. La società figura infatti nell'inchiesta sul riciclaggio di denaro proveniente da presunte tangenti negli acquisti di medicinali e forniture dell'Agenzia Nazionale Argentina per i Disabili (Andis).
Si tratta dell'indagine condotta dal pm argentino Franco Picardi, che ha individuato nel titolare reale di Baires Fly l'imprenditore Sergio Mastropietro, la mente dietro il «lavaggio di fondi derivanti dai sovrapprezzi applicati agli acquisti effettuati dall'Agenzia», guidata dall'allora avvocato di Milei, Diego Spagnuolo. Lo stesso Milei utilizzò uno dei velivoli della compagnia per il suo primo viaggio internazionale del 2023 negli Stati Uniti, suscitando polemiche anche perché il volo privato venne finanziato dall'imprenditore Gerardo Werthein, poi nominato ambasciatore dell'Argentina a Washington. In tale contesto si è sollevata l'opposizione al governo Milei. «Questa fuga agevolata è uno degli episodi più gravi dal ritorno alla democrazia e incide sulle relazioni del nostro Paese con il Brasile», ha scritto su X il capogruppo del peronismo alla Camera, Agustín Rossi.
Per il deputato del partito di centro, Coalicion Civica, Maxi Ferraro, la gravità della vicenda risiede nell'aver fornito «assistenza operativa a un fuggitivo con risorse dello Stato, nel quadro di una presunta operazione di intelligence». Una vicenda, ha aggiunto, che «mette a rischio le relazioni bilaterali con il nostro principale partner commerciale e compromettere il legame con il Mercosur». Polemiche anche in Usa, dove il deputato democratico Jim McGovern attacca Rubio per aver aiutato «un cittadino straniero sotto indagine penale»: «Rubio è in combutta con lui per sottrarlo alla giustizia. Un tempo, fascisti vigliacchi e sgherri autoritari fuggivano in Russia o in Arabia Saudita per evitare di rispondere delle proprie azioni. Questa amministrazione, invece, li accoglie in America. Ripugnante».
(Unioneonline)
