Settimo giorno di guerra nel Golfo Persico e un altro Paese viene sfiorato dal gorgo che si è avvitato sul Medio Oriente: l'Azerbaigian ha denunciato un attacco con droni di Teheran, annunciando "ritorsioni". Segni di ulteriore escalation, mentre sulla capitale iraniana insistono i bombardamenti della coalizione e i Pasdaran rispondono prendendo di mira tutti i Paesi del Golfo. E mentre si intensifica la pressione dell'Idf sul Libano contro Hezbollah, la Nato ha riunito il suo Consiglio dopo il missile verso la Turchia. Nella regione le difese di Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati hanno continuato a intercettare salve di droni e missili iraniani, lanciati principalmente sulle basi Usa, con i residenti allertati da diverse esplosioni. La tv di Stato di Teheran ha annunciato un nuovo attacco alla portaerei americana Lincoln e i Pasdaran hanno rivendicato di aver affondato una petroliera Usa in Kuwait. Ha iniziato ad infiammarsi anche il fronte iracheno, dove gli iraniani hanno preso di mira una base americana a Erbil e i quartier generali delle forze curde. 

Le notizie in diretta del 6 marzo 2026

Ore 13.30 – Almeno 160 soldati italiani in difesa di Cipro

Sono almeno 160 gli uomini della Marina militare italiana che raggiungeranno a bordo di una nave italiana l'area di Cipro per la difesa dell'isola. L'operazione avverrà nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda. I numeri dei militari impiegati potranno variare a seconda del tipo di nave - fregata o cacciatorpediniere - che verrà inviata. 

Ore 13.20 – WP: «Mosca fornisce informazioni all’Iran»

La Russia sta fornendo all'Iran informazioni di intelligence in tempo reale sulla posizione delle risorse militari americane, tra cui navi da guerra e aerei, per aiutare Teheran a colpire le forze statunitensi in tutto il Medio Oriente. Lo riferisce il Washington Post citando tre funzionari a conoscenza della questione. Significativa, viene sottolineato, l'escalation nelle dimensioni geopolitiche del conflitto, se si coinvolge un rivale dotato di armi nucleari e con avanzate capacità di intelligence al fianco dell'Iran a meno di una settimana dall'inizio dei combattimenti, il 28 febbraio.

Ore 13 – Marsk: «Stop a rotte di navigazione in Medioriente»

Maersk, gigante danese dello shipping, sospende alcune rotte a causa della guerra. «A seguito della nostra ultima valutazione dei rischi e considerando l'escalation del conflitto che sta compromettendo la sicurezza della navigazione nella regione del Golfo, abbiamo deciso di sospendere temporaneamente il servizio FM1 (che collega l'Estremo Oriente al Medio Oriente) e il servizio ME11 (che collega il Medio Oriente all'Europa)», ha fatto sapere l’azienda.

Ore 12.35 – Iran, Pezeshkian: «Avviati sforzi di mediazione»

«Alcuni Paesi hanno avviato sforzi di mediazione, che dovrebbero però essere diretti verso Stati Uniti e Israele  e non verso l'Iran». Lo afferma il presidente iraniano Masoud Pezeshkian su X. «Siamo chiari: siamo impegnati per una pace duratura nella regione, ma non esitiamo a difendere la dignità e la sovranità della nostra nazione. La mediazione dovrebbe rivolgersi a coloro che hanno sottovalutato il popolo iraniano e hanno innescato questo conflitto», ha aggiunto Pezeshkian.

Ore 12.23 – Tajani: «La crisi durerà settimane»

La situazione in Medio Oriente «non è facile, sarà una questione che durerà settimane». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ai microfoni di Rainews, parlando delle tensioni dopo l'attacco congiunto Usa-Israele all'Iran e la risposta di Teheran.

Ore 12 – Israele continua i raid sul Libano: 5 morti a Sidone

È di almeno 5 morti e diversi feriti il bilancio di un raid aereo israeliano nella città di Sidone, 40 km a sud di Beirut. Lo riferisce l'agenzia governativa del

Libano Nna, che cita il ministero della sanità.

Ore 11.30 – Meloni: «Sforzi affinché si torni al dialogo»

«Continuiamo a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Il Governo italiano è al lavoro senza sosta, in contatto con i nostri alleati e con i partner della regione, per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini italiani». Lo afferma sui social la premier Giorgia Meloni, spiegando che «la priorità è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti».

Ore 11.01 – Colloqui telefonico Meloni-Erdogan

«Nel quadro dei continui contatti con i principali partner sulla crisi in Medio Oriente, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan. Il presidente Meloni ha prima di tutto espresso la sua solidarietà e vicinanza alla Turchia, partner strategico dell'Italia e alleato Nato, a fronte dell'ingiustificabile attacco missilistico di cui è stata oggetto». Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi. 

Ore 10.50 – Qatar: «Se la guerra continua il Golfo potrebbe fermare export energia»

Il ministro dell'energia del Qatar Saad al-Kaabi ha avvertito che la guerra in Medio Oriente potrebbe costringere i Paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane e a far salire drasticamente i prezzi del petrolio. Lo ha detto il ministro al Financial Times. «Ciò farà crollare le economie mondiali», ha dichiarato Saad al-Kaabi al giornale, prevedendo che se la guerra continuasse, la crescita globale ne soffrirebbe e i prezzi dell'energia salirebbero alle stelle.

Ore 9.20 – L’allarme ai residenti di Dubai: «Potenziali minacce missilistiche»

I residenti di Dubai hanno appena ricevuto sui loro telefoni un allarme dal ministero dell'Interno degli Emirati Arabi Uniti che li esorta a ripararsi da potenziali minacce missilistiche. «A causa della situazione attuale e delle potenziali minacce missilistiche, cercate immediatamente riparo nell'edificio sicuro più vicino e allontanatevi da finestre, porte e aree aperte», recita l'allarme. Lo riporta Al Jazeera.

Ore 8 – Israele: «Intensi bombardamenti su Beirut sud, colpiti siti di Hezbollah»

«L'aeronautica israeliana ha condotto un'ampia ondata di 26 attacchi nell'area di Dahieh, in Libano, prendendo di mira le infrastrutture terroristiche di Hezbollah». Lo scrive l'Idf su X. Dahieh è un quartiere nel sud di Beirut. «Tra gli obiettivi - aggiunge il post - c'erano il centro di comando di un consiglio esecutivo e una struttura che ospitava droni utilizzati per attacchi contro Israele. Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili».

Ore 7 - Trump: «Truppe di terra in Iran? Una perdita di tempo»

Inviare truppe di terra in Iran sarebbe una «perdita di tempo», ha dichiarato il presidente americano Donald Trump a Nbc News, ritenendo superflua tale opzione. «È una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere», ha dichiarato Trump all'emittente Usa. Invitato a commentare una dichiarazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui un'operazione di terra statunitense sarebbe un «disastro», il presidente americano l'ha liquidata come «chiacchiere inutili». Araghchi aveva anche dichiarato alla Nbc che i funzionari iraniani erano «preparati a qualsiasi eventualità, persino uno sbarco». «Li stiamo aspettando: siamo fiduciosi di poterli affrontare e che sarebbe un disastro per loro», aveva aggiunto il ministro degli Esteri iraniano.

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(Unioneonline)

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