Le truppe israeliane hanno distrutto 17 telecamere di sorveglianza presso il quartier generale delle forze di pace Onu nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore, in quella che sembra un’operazione deliberata che mina la sicurezza del personale Unifil.

Le telecamere distrutte affacciavano su Minchy Street, presso il quartier generale della missione delle Nazioni Unite a Naqoura, città costiera del Libano meridionale dove si trova anche parte del contingente italiano. Sarebbero state distrutte con quello che «sembra essere una sorta di laser», ha spiegato una fonte della sicurezza Onu che ha parlato all'Afp in condizione di anonimato.

«Queste telecamere – spiega in una nota ufficiale la portavoce di Unifil Kandice Ardiel – erano posizionate in modo da riprendere solo le immediate vicinanze del nostro quartier generale, al fine di garantire la sicurezza del personale militare e civile addetto alla pace che vi risiede».

Unifil ha espresso all’Idf la sua «seria preoccupazione», annunciando «protesta formale» contro le azioni delle truppe israeliane: «Ricordiamo loro l'obbligo di garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite e di rispettare l'inviolabilità delle sedi Onu».

«I soldati israeliani – ha spiegato ancora Ardiel – sono presenti a Naqoura e questa settimana hanno effettuato massicce demolizioni di edifici nel villaggio». Già da giovedì i caschi blu hanno assistito alla distruzione di ampie zone della città. «Non solo case e attività commerciali sono state rase al suolo, ma la forza delle esplosioni ha danneggiato anche il quartier generale dell'Unifil», ha specificato.

Nei giorni scorsi tre caschi blu indonesiani sono stati uccisi in due esplosioni separate domenica e lunedì, prima che un’altra esplosione colpisse una base Unifil.

Tuttavia, «nonostante gli alti livelli di violenza perpetrati da Hezbollah e Idf nelle nostre vicinanze, i caschi blu rimangono in tutte le posizioni nel sud del Libano e lungo la Linea Blu», riferisce la portavoce. Unifil è «determinata», si legge nella nota, a «portare a termine il proprio mandato e a garantire il sostegno all’accesso umanitario per i civili rimasti», e continuerà a fornire al Consiglio di Sicurezza Onu rapporti «imparziali e basati sulla situazione sul campo». Missione che i caschi blu svolgono e continueranno a svolgere con «coraggio e professionalità».

(Unioneonline/L)

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