Sarebbero state contestate anche delle intercettazioni dai pm di Pavia ad Andrea Sempio, che oggi nell'interrogatorio ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Conversazioni, pare inedite, che sarebbero state fatte ascoltare anche a Marco Poggi.

In particolare - siamo nel periodo della vecchia inchiesta sul 38enne, archiviata nell’ottobre del 2017 - un audio in cui Sempio, da solo in auto, parla di Chiara. Dice di averla chiamata prima del delitto, di aver tentato un approccio, e che lei gli avrebbe risposto: ‘Non ci voglio parlare con te’, per poi attaccare il telefono.

Di qui arriva dunque l’imputazione per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti, la convinzione della Procura che alla base del delitto ci sia un approccio sessuale rifiutato dalla vittima. Ma perché Sempio avrebbe dovuto parlare da solo in macchina di quella telefonata avvenuta dieci anni prima? Poteva preparare una versione per addossarsi ogni responsabilità e “coprire” qualcuno nel caso lo avessero incastrato? Tutti punti da chiarire, anche per questo l’indagine della Procura di Pavia non è ancora finita.

L’interrogatorio è durato a lungo anche se Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere, perché i pm gli hanno elencato gli elementi d’accusa. A quanto si apprende ci sono quelli venuti a galla man mano nel corso delle indagini: il Dna sulle unghie di Chiara Poggi, l'ormai nota impronta 33 sul muro delle scale che portano alla cantina, il caso del presunto falso alibi dello scontrino e le consulenze, quella dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo che sposta l’orario della morte scagionando Stasi, quella del Racis dei carabinieri sul profilo psicologico del 38enne.

E ce ne sono altri, nuovi, in particolare queste intercettazioni. Già nella vecchia inchiesta a carico di Sempio, archiviata nel 2017, c'erano una sfilza di intercettazioni ambientali, captate nell'auto del commesso. Ascolti che, tra l'altro, secondo la nuova inchiesta pavese, erano state in parte trascritti male nelle indagini che erano coordinate dall'allora procuratore Mario Venditti (indagato a Brescia per corruzione in atti giudiziari assieme al padre di Sempio). Stando a quanto riferito, oltre a questi audio venuti a galla nel tempo e anche di recente, gli inquirenti avrebbero messo oggi sul tavolo le intercettazioni inedite. Al termine dell'interrogatorio gli inquirenti hanno fatto presente anche che l'inchiesta, allo stato, non è ancora chiusa. Ecco perché Andrea Sempio è rimasto quattro ore in Procura, ma per l’avvocata Angela Taccia «non c'è sostanzialmente nulla di nuovo, è tutto spiegabilissimo, siamo calmi e lucidi».

L’interrogatorio di Poggi

Prima di passare a Sempio i pm hanno ascoltato Marco Poggi: l’interrogatorio del fratello di Chiara, amico dell’indagato, è durato circa due ore.

I pm gli avrebbero fatto ascoltare anche alcuni audio che sono agli atti dell’inchiesta. Secondo quanto riportato dalla stampa gli inquirenti avrebbero sottolineato di essere in possesso di elementi “robusti” contro Sempio.

Gli avrebbero inoltre chiesto di quel video intimo di Chiara e Alberto Stasi di cui aveva parlato in un interrogatorio del 2007. Se sia possibile che Sempio, che usava il pc di casa Poggi, lo avesse visto. «Non ho mai visto video di mia sorella assieme ad Andrea Sempio», ha risposto in sintesi Marco.

Video che assume particolare importanza alla luce della nuova imputazione della Procura e del movente ipotizzato, ovvero un approccio sessuale rifiutato dalla vittima.

Marco Poggi avrebbe detto di non credere alla colpevolezza dell’amico, avrebbe anche contestato il quadro prospettato dall’accusa, dicendo di aver letto le trascrizioni dell’incidente probatorio sul Dna. Nella perizia la genetista Denise Albani ha stimato una probabilità da «moderatamente forte» a «forte e moderata» che sulle unghie di Chiara Poggi ci fosse una traccia parziale compatibile con la linea paterna di Sempio, ma «insufficiente a identificare un singolo soggetto». Inoltre, allo stato delle attuali conoscenze, non si sa se quelle tracce si trovino «sotto o sopra» le unghie e come si siano depositate.

Andrea Sempio invece è rimasto in Procura per quattro ore: si è avvalso della facoltà di non rispondere, come avevano anticipato i suoi legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti. L’indagato sarà disponibile ad essere interrogato solo dopo la chiusura indagini e la disclosure di tutti gli atti, e in seguito a una consulenza sulla sua personalità voluta proprio dai suoi difensori.

(Unioneonline/L)


 

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