«Mio figlio Andrea è innocente». Lo ha ribadito ai microfoni del Tg1 Giuseppe Sempio, padre dell’unico indagato della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.

«Noi siamo forti della sua innocenza, è quello che ci sostiene. Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi, non c’entra niente. Questa è una vigliaccata», l’attacco di Giuseppe Sempio. Da parte di chi? »Non lo so».

Andrea, ha riferito l’uomo, la mattina dell’omicidio era a casa con i genitori: «Mio figlio quel giorno lì stava a casa con me. Se devo guardarlo negli occhi per chiedergli se c’entra qualcosa con l’omicidio? Non c’è bisogno, stava a casa con me. Poi ha fatto il tragitto a Vigevano e poi siamo tornati noi e abbiamo fatto questa strada qua, che ci sono le foto e tutto il resto».

Giuseppe Sempio è indagato a Brescia assieme all’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti per corruzione in atti giudiziari: l’ipotesi è che abbia corrotto Venditti per indurlo a chiedere l’archiviazione della prima inchiesta sul figlio, quella del 2017. Alla base dell’accusa un appunto trovato a casa Sempio (“Venditti gip archivia per 20-30”) e dei movimenti di denaro in famiglia. 

Sono attese intanto a breve le prime consulenze effettuate dalla difesa dell’indagato. Le relazioni degli accertamenti di parte verranno depositati entro i termini di 20 giorni dalla notifica dell’avviso di conclusione indagini, avvenuta lo scorso 8 maggio.

Le relazioni saranno corredate da una memoria dei difensori, i quali, solo dopo aver letto gli esiti degli approfondimenti da loro chiesti per smontare il capo di imputazione, decideranno se, eventualmente, fare istanza di interrogatorio.

Cinque le consulenze che saranno presentate: quella personologica, una medico-legale su cause e tempi del decesso, una antropometrica per verificare se le impronte possano collimare con le dimensioni del piede di Sempio, un’altra che punterà a ripulire i «poco comprensibili» audio delle intercettazioni, e, infine, una «replica alla Bpa» del Ris di Cagliari, l’analisi delle tracce ematiche per ricostruire la dinamica del delitto, e un «supplemento di esame dattiloscopico» sulla famosa impronta 33, trovata sulla parete delle scale in fondo alle quali è stato scoperto in corpo senza vita di Chiara.

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata