Garlasco, la Procura di Pavia chiederà la revisione del processo per Stasi: «Non era sul luogo del delitto»
Diversi elementi secondo gli investigatori sono in contrasto con le sentenze di condanna. Pm pronti a scoprire le carte e a chiedere il rinvio a giudizio di Andrea SempioAlberto Stasi (Ansa)
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La Procura di Pavia chiederà la revisione del processo in cui Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.
Oggi il procuratore pavese, Fabio Napoleone, ha incontrato la Procuratrice Generale di Milano, Francesca Nanni, e l’avvocato generale Lucia Tontodonati.
«Nelle prossime settimane - ha affermato Nanni - arriverà una informazione dalla procura di Pavia su quanto è stato fatto», con la relativa documentazione. «Noi studieremo i documenti e valuteremo se chiedere ulteriori atti per presentare una eventuale richiesta di revisione a Brescia».
Lo studio degli atti «non sarà né facile né veloce», ha spiegato la procuratrice. «Non possiamo fare alcuna altra dichiarazione, ai fini eventuali di una revisione, perché dobbiamo ovviamente prima studiare le carte», ha aggiunto, spiegando l'iter dell'eventuale richiesta di revisione che la Procura di Pavia dovrà istruire e proporre alla Procura Generale. Sarà poi quest'ultima, eventualmente, a presentare la richiesta alla Corte d'Appello di Brescia.
«Riceveremo una prima informativa, valuteremo se chiedere ulteriori atti e nel caso dovremo studiare queste carte. Nel frattempo non possiamo fare alcuna dichiarazione. Non possiamo sbilanciarci in alcun modo; parlo sempre al plurale perché la materia della revisione è riservata all'avvocato generale e a me».
Alberto Stasi, oggi 41 anni, condannato in via definitiva, non era sul luogo del delitto secondo quanto ricostruito dai magistrati pavesi e dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Ci sarebbero tanti elementi in contrasto con quelli riportati nelle sentenze di condanna.
La consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo avrebbe riportato l’orario del delitto alla prima ipotesi, che escludeva Stasi: tra le 10.30 e le 12. E ci sarebbero altri elementi su cui è fondata la condanna che sono stati rivisti: dal Dna sui pedali alle impronte sulla scena del crimine.
Gli investigatori pavesi, insomma, sono pronti a scoprire tutte le carte finora rimaste coperte, nonostante centinaia di ore di trasmissioni televisive dedicate al caso. E, parallelamente alla richiesta di revisione per Stasi, dovrebbero chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima unico indagato. La chiusura indagini è attesa nelle prossime settimane.
(Unioneonline)
