Garlasco, i pm svelano il movente: «Chiara uccisa da Sempio dopo un approccio sessuale rifiutato»
La ricostruzione: «Aggredita in più fasi, colpi letali sferrati lungo le scale che portano alla cantina». L’indagato: «Assurdo, non avevo rapporti con lei»Andrea Sempio (Ansa)
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Chara Poggi è stata uccisa da Andrea Sempio «dopo un approccio sessuale rifiutato».
Questo, secondo i pm che accusano Sempio, è il movente del delitto di Garlasco. La vittima, secondo la ricostruzione dei pm pavesi e dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, è stata aggredita in più fasi e colpita almeno dodici volte alla testa, i colpi letali sarebbero stati sferrati lungo le scale che portano alla cantina.
La ricostruzione del delitto è sintetizzata nel nuovo capo di imputazione contenuto nell’invito a comparire per Sempio, che sarà interrogato il 6 maggio a Pavia.
Il capo di imputazione per il 38enne, amico del fratello della vittima Marco Poggi, è cambiato rispetto all’ipotesi iniziale: non più concorso in omicidio ma omicidio volontario. Totalmente escluso dalla scena del crimine Alberto Stasi, che sta finendo di scontare la condanna definitiva per il delitto.
La ricostruzione
Un approccio sessuale rifiutato, secondo chi indaga, avrebbe scatenato la furia di Sempio. Che «dopo una iniziale colluttazione», si legge nella ricostruzione degli inquirenti, «colpiva reiteratamente la vittima, facendola cadere a terra». Poi «la trascinava» verso la cantina e quando Chiara «provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi facendole perdere i sensi». Quindi l’assassino avrebbe spinto il corpo facendolo scivolare lungo le scale e, quando Chiara era ormai incosciente, l’avrebbe nuovamente colpita causandone la morte.
A Sempio sono contestate due aggravanti: quella della crudeltà per l’efferatezza dell’azione e per via del numero delle ferite inferte e quella di aver commesso il fatto per motivi abietti, «riconducibili all’odio a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale».
Sempio
Andrea Sempio «non riesce a capacitarsi di questo movente sessuale». Ripete: «Ma se non avevo rapporti con questa ragazza non si capisce da dove ne deducano un movente sessuale dato che non la frequentavo, non la vedevo spesso e quando ero a casa Poggi lei era a lavorare».
Lo riferisce Angela Taccia, legale e amica del 38enne, assieme a Liborio Cataliotti, l'altro avvocato che assiste l’indagato.
Massima prudenza comunque in attesa degli atti: «Sempio resta tranquillo, siamo ancora nella fase di indagini preliminari. Quello che ci lascia abbastanza basiti è il fatto che non solo sia stato tolto il concorso, ma è stata aggiunta pure l’aggravante della crudeltà, che era stata tolta a Stasi. Non si capisce come mai dopo 19 anni, mentre le ferite rimangono inevitabilmente quelle, venga aggiunta questa aggravante».
Parla di movente «fantasmagorico» Liborio Cataliotti, l’altro legale di Sempio. «MaI nel corso dell’indagine era emersa una simile ipotesi, siamo curiosi di vedere quali elementi la supportano».
La famiglia Poggi
«La dinamica degli eventi indicata nel capo d'imputazione presenta elementi che a mio giudizio non trovano riscontri oggettivi sulla scena del crimine così come documentata durante i sopralluoghi dei carabinieri della territoriale e dei Ris di Parma». Così Dario Redaelli, consulente dei Poggi, commenta le ricostruzione della Procura di Pavia nell'invito a comparire notificato ad Andrea Sempio, ritenuto l'unico responsabile dell'omicidio di Chiara, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.
«Si parla di corpo spinto sulle scale della cantina ma sui primi due gradini ci sono presenti solamente gocciolature, nessuna traccia da trascinamento - ha spiegato Redaelli, esperto in analisi sulle scene del crimine - Si parla di 4-5 colpi vibrati con violenza tale da cagionare l'ampia frattura cranica in posizione parieto-occipitale sinistra ma lungo le scale non si riscontrano tracce di sangue dovute al brandeggio del corpo contundente utilizzato oltre alla presenza di schizzi limitati».
«Pertanto diversi dubbi sulla ricostruzione - chiude l'esperto - ma massima cautela ed assoluta necessità di vedere il materiale investigativo-tecnico raccolto dalla Procura».
(Unioneonline/L)
