Dino Carta ucciso per strada: «Chi sa parli». Il giallo dell’audio, la caccia all’uomo incappucciato in bici
Le indagini sul personal trainer freddato con quattro colpi di pistola e l’appello: «Qualcuno ha visto, qualcuno ha sentito, qualcuno sa che può fare la differenza»Nel frame tratto dal Tg1 l'uomo in bici che a Foggia potrebbe aver ucciso il personal trainer Dino Carta (ANSA/RAI TG1)
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«Chi sa parli». La città di Foggia sotto choc per la morte di Annibale “Dino” Carta, il personal trainer 42enne incensurato ucciso per strada a pochi passi dal centro con quattro colpi di pistola.
Sui social sono in tanti a ricordarlo e a chiedere giustizia. Ma soprattutto a pretendere la verità. «Qualcuno ha visto, qualcuno ha sentito, qualcuno sa che può fare la differenza – scrive la Fondazione Antiusura Buon Samaritano, attiva in città – Il problema è che queste informazioni rischiano di restare ferme, bloccate dalla paura o dall’idea che sia meglio non esporsi. Ma il silenzio non aiuta. Non protegge. Non risolve. Lascia tutto sospeso e impedisce di arrivare alla verità. Per questo è fondamentale far circolare questo messaggio. Perché può arrivare a chi sa e non ha ancora parlato. E può fare la differenza. Non è solo un post. È un atto di responsabilità».
Un appello a cui si unisce l’avvocato della famiglia della vittima, Michele Vaira. Il legale, nella lettera, rivolge un appello «a chiunque sia in possesso di informazioni utili alle indagini - anche apparentemente marginali - affinché si rivolga con fiducia ai Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia o in alternativa a questo studio legale. Ogni contributo può risultare determinante per assicurare alla giustizia l'autore di questo atto criminale e restituire alla famiglia di Dino la verità che merita. L'ondata di affetto e di solidarietà che ha investito la famiglia Carta testimonia ciò che chiunque abbia conosciuto 'Dino' già sapeva: era un giovane dalla vita specchiata, un grande lavoratore, un marito e un padre esemplare, una persona amata e stimata da tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrarlo. La famiglia ripone la più totale fiducia nell'operato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e dei Carabinieri del Comando Provinciale, certi che le indagini in corso sapranno fare piena luce su questo terribile delitto e individuare il responsabile, o i responsabili, di un gesto tanto efferato quanto inspiegabile. Chi ha commesso questo crimine ne pagherà le conseguenze, nelle forme e nei tempi che la legge e la giustizia sapranno determinare».
Le indagini si stanno concentrando su un misterioso uomo in bicicletta. Lo si vede con il capo coperto da un cappuccio che passa da piazzale San Giuseppe Artigiano e si dirige verso via Caracciolo in una scena registrata da una telecamera di sorveglianza 40 secondi prima dell'omicidio. Sono le 21.57 di lunedì 13 aprile. Quaranta secondi dopo Carta verrà ucciso con quattro colpi di pistola di piccolo calibro che lo raggiungono alle spalle. La conferma arriva dal procuratore di Foggia, Enrico Infante: «Un elemento su cui si stanno addensando i sospetti, ma siamo nella fase iniziale. Potrebbe essere un'ipotesi qualificata ma ha bisogno dei tempi tecnici di verifica».
I carabinieri stanno lavorando da lunedì sera per dare un nome all'assassino di un padre di due figlie, un uomo benvoluto da tutti, ministrante nella sua parrocchia e dedito al volontariato. Non è ancora chiaro se tra la vittima e chi ha sparato ci sia stato un litigio o se chi ha sparato abbia sorpreso la vittima all'improvviso, per strada, mentre Carta passeggiava col suo cane, e sia poi fuggito facendo cadere il caricatore dell'arma, recuperato dai carabinieri e su cui si cercano eventuali impronte o tracce biologiche.
C’è prudenza su un audio registrato da una telecamera di sorveglianza di un condominio distante circa 30 metri dal luogo del delitto e diffuso da “Ore 14” di Rai2 in cui sentono quattro spari registrati alle 21.58. L'orario è perfettamente compatibile con gli istanti del delitto. Prima degli spari si sentono frammenti di dialoghi, probabilmente non collegati all'omicidio, poi un'altra voce maschile che dice: «Ma che fai? Mi spari?», quindi il rumore dei quattro colpi in sequenza. Subito dopo, ancora una voce maschile dice: «Non ti vengo a disturbare mai più. Te lo giuro, te lo giuro». Il suocero di Carta, Antonio Traisci, precisa subito: «Non è la voce di Dino». Altri parenti non sarebbero così sicuri. Il procuratore Infante invita alla cautela sottolineando che «c'è necessità di una perizia fonica, che permetta di comparare le voci ad un audio della vittima. Sono accertamenti che richiedono tempi e modalità che non sono quelli dell'opinione pubblica e dei mezzi di informazione di cui comprendo le preoccupazioni di ottenere risposte in tempi rapidi. L'impegno è massimo e stiamo lavorando per fornire risposte».
(Unioneonline/D)
