Alberto Stasi si prepara a uscire dal carcere: dopo l’udienza svoltasi in gran segreto questo pomeriggio è in attesa del provvedimento del Tribunale di Sorveglianza che disponga l'affidamento in prova ai servizi sociali presso la società in cui lavora da tempo.

Ordinanza che dovrebbe essere depositata entro cinque giorni: dalla Procura generale, diretta da Francesca Nanni e col sostituto pg Valeria Marino, è arrivato parere positivo per la sua buona condotta da detenuto, anche in semilibertà, in questi anni e per le relazione positive dell'equipe del carcere di Bollate. Parere che, assieme ai tempi (fine pena nel 2028, detenuto dal 2015 con pena definitiva di 16 anni per il delitto di Garlasco) e ai benefici già ottenuti (prima il lavoro esterno e poi la semilibertà) porta come una sorta di automatismo all'affidamento in prova ai servizi sociali per scontare la pena residua. 

Stasi è da tempo in regime di semilibertà. Il fidanzato di Chiara Poggi, condannato a 16 anni per il delitto di Garlasco, potrebbe dunque lasciare dopo 10 anni e 6 mesi il carcere di Bollate.

Proprio dopo che la Procura di Pavia ha chiuso la nuova inchiesta a carico di Sempio sull’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007. La concessione dell'affidamento in prova appare scontata ma, viene precisato, non è collegata con l'eventuale procedimento di revisione del suo processo, per la quale la difesa presenterà istanza. La Procura generale che ha espresso parere positivo alla scarcerazione è comunque la stessa che sta valutando la richiesta di revisione del processo.

Stasi, che si è sempre proclamato innocente, secondo quanto riferito da Tg La7, non tornerà a Garlasco ma in una casa in affitto vicino Milano. Porterà con sé solo i suoi vestiti ma lascerà alcuni beni agli altri detenuti, tra cui un frigorifero e un ventilatore. 

(Unioneonline)

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