Sorso, tre secoli di storia a Geridu: scoperte tre abitazioni medievali sovrapposte
L’archeologia continua a restituire preziose testimonianze della vita quotidiana di una comunità a forte vocazione agro-pastoralePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il sito archeologico del villaggio medievale di Geridu, nelle campagne alla periferia di Sorso, è stato teatro di nuove e straordinarie scoperte grazie alla campagna di scavo condotta nel mese di giugno.
Le nuove evidenze confermano Geridu come il sito pilota per la comprensione del Medioevo rurale della Sardegna, dove l’archeologia continua a restituire preziose testimonianze della vita quotidiana di una comunità a forte vocazione agro-pastorale.
Gli scavi si inseriscono nell’ambito dei lavori per la realizzazione della nuova recinzione del sito archeologico, degli interventi di valorizzazione e dell’installazione dell’impianto di videosorveglianza. I risultati delle ricerche sono stati presentati ieri direttamente nel sito di Geridu, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il professor Marco Milanese, Ordinario di Archeologia dell’Università di Sassari e direttore dello scavo, la dottoressa Gabriella Gasperetti, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, il Sindaco di Sorso Fabrizio Demelas e Justin Leid Wenger della Stanford University. Le indagini archeologiche, concentrate prevalentemente all’interno del perimetro murario di un’abitazione distrutta da un incendio intorno al 1350, hanno riportato alla luce fasi insediative ancora più antiche. Al di sotto della casa trecentesca sono infatti emerse strutture murarie riconducibili al Duecento e, approfondendo ulteriormente lo scavo, gli archeologi hanno individuato una fase abitativa risalente alla piena età giudicale (XI-XII secolo), oltre ai resti di un’abitazione ancora più antica, probabilmente di età giudicale o altomedievale.
«Consentitemi innanzitutto di ringraziare la Soprintendenza, l’Università di Sassari e, in particolare, il professor Marco Milanese, i suoi collaboratori e i suoi studenti, per il lavoro che portano avanti ormai da decenni su Geridu – ha dichiarato il Sindaco Fabrizio Demelas –. È soprattutto grazie a loro se oggi questo sito riveste un’importanza così rilevante dal punto di vista scientifico, storico e archeologico. Le evidenze emerse dagli scavi del mese scorso confermano che questo luogo custodisce una storia lunga almeno tre secoli e che le sue origini potrebbero spingersi ancora più indietro nel tempo, restituendoci il quadro di una straordinaria continuità insediativa. Lo raccontano le abitazioni, ricostruite nello stesso luogo attraverso i secoli, e i luoghi di culto, con la chiesa gotica medievale di Sant’Andrìa edificata in sostituzione della precedente chiesa romanica. Oggi però, accanto alla soddisfazione per i risultati raggiunti, sento il dovere di esprimere anche una forte preoccupazione - sottolinea il primo cittadino-. Gli archeologi, l’Università, la Soprintendenza e i Comuni continuano a lavorare con grande dedizione, ma troppo spesso sono costretti a farlo in condizioni di estrema difficoltà e con risorse del tutto insufficienti. Fino a pochi anni fa era lo Stato a garantire i finanziamenti e gli interventi necessari alla manutenzione ordinaria e alla pulizia dei siti archeologici. Oggi, invece, questi oneri vengono progressivamente trasferiti ai Comuni senza che a tale trasferimento di responsabilità corrispondano adeguate risorse. È un meccanismo che, nel lungo periodo, non può reggere.nUn’Amministrazione ha certamente il dovere di custodire la memoria del proprio territorio, e noi continueremo a farlo con convinzione. Ma quando i Comuni vengono lasciati soli nella tutela di un patrimonio che appartiene non soltanto a Sorso, ma all’intera Sardegna e al Paese, tutto diventa enormemente più difficile. Per questo auspico una decisa inversione di tendenza, a partire dalla Regione Sardegna e dagli altri livelli istituzionali competenti, affinché vengano finalmente messi a disposizione strumenti e risorse adeguati per sostenere la ricerca, la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio archeologico. Perché investire nella conoscenza della nostra storia significa investire nel futuro delle nostre comunità».
La prosecuzione delle ricerche consentirà di indagare ulteriormente le fasi più antiche del villaggio medievale e i suoi rapporti con le testimonianze di età romana, confermando come nello stesso sito si siano succeduti insediamenti appartenenti a epoche differenti, fino alla nascita della “bidda de Geriti”.
