Porto Torres, ciclisti travolti dal pirata della strada: «Troppo odio contro i bikers»
Lo sfogo dei due amici investiti, che hanno riportato contusioni ed escoriazioni: «La cosa peggiore è sentire quanto odio corre sulle strade e sui social contro la nostra categoria di sportivi». Intanto prosegue la caccia al conducente che si è dato alla fugaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Caccia all’auto che, domenica mattina, ha provocato l’incidente in cui sono rimasti coinvolti due ciclisti impegnati in una delle tante escursioni lungo la provinciale 25, nel territorio comunale di Porto Torres.
Secondo le testimonianze raccolte sul posto, il veicolo coinvolto sarebbe una vettura di colore grigio metallizzato. Il conducente dell’auto ha proseguito la sua corsa senza fermarsi per prestare i soccorsi.
I carabinieri della radiomobile della compagnia di Porto Torres, sarebbero sulle sue tracce.
I militari dell’Arma, sentiti alcuni testimoni, stanno vagliando le immagini delle telecamere presenti nella zona.
L’impatto è avvenuto alle 8.30, in località La Pauledda, quando i due bikers si apprestavano ad affrontare una curva.
«Ci siamo trovati davanti la macchina, ferma sulla strada mentre tentava una manovra azzardata di retromarcia», racconta Davide Tellini, l’ex assessore comunale rimasto ferito nell’incidente insieme al collega. Entrambi sono ritornati a casa dopo essere stati sottoposti agli accertamenti medici presso l’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Hanno riportato contusioni ed escoriazioni con prognosi di una settimana.
«Il nostro ringraziamento va al personale medico, agli infermieri e operatori del Pronto soccorso dell’ospedale di Sassari, capaci di coniugare competenza e professionalità con qualcosa che nessun protocollo può imporre: umanità, pazienza a capacità di far sentire un paziente realmente preso in carico. Persone che ci hanno assistito con cura e pazienza, in un momento in cui c’è stata più paura che gravi lesioni, cose che per fortuna possiamo raccontare», aggiunge Tellini che ricorda i particolari dell’incidente.
Tanti i messaggi di vicinanza ma anche commenti che lasciano spazio all’aggressività collettiva. «L’impatto è stato violento e nella caduta si sono spaccati i nostri caschi, fortunatamente senza gravi conseguenze, anche se il colpo lo abbiamo sentito e le conseguenze potevano essere ben più gravi. Ma la cosa peggiore è sentire quanto odio corre sulle strade e sui social contro la categoria dei ciclisti, un fenomeno preoccupante che si manifesta con insulti, derisioni, e messaggi in cui si augura la morte a chi sceglie la bicicletta per una passeggiata, per spostarsi e per trascorrere una giornata in tranquillità», prosegue Davide Tellini. Che sottolinea: «In altre realtà l’uso della bici fa parte ormai della cultura di una comunità, di un territorio che investe sulle piste ciclabili».
